Viterbo – Evasione milionaria e lavoratori sfruttati, anche il capo dell’ispettorato del lavoro di via Cardarelli, Elda Gente Magnani, interviene sulla presunta maxifrode fiscale da venti milioni di euro costata il rinvio a giudizio di due imprenditori, due prestanome e un consorzio, accusati anche di intermediazione illecita e sfruttamento dei lavoratori.
“L’attività di indagine relativa allo sfruttamento dei lavoratori occupati dalle varie cooperative riconducibili al Consorzio Interservice Group – spiega Elda Gente Magnani – ha avuto origine da accertamenti intrapresi dai militari del nucleo carabinieri e dagli ispettori dell’ispettorato territoriale del lavoro e proseguiti in collaborazione con la guardia di finanza di Viterbo”.
“Oltre a tutte le verifiche documentali, attraverso le quali si è riusciti ad individuare l’intermediazione illecita effettuata dagli imprenditori coinvolti, l’operazione – si legge nella nota dell’ispettorato del lavoro – ha richiesto anche un’accurata attività di intelligence preventiva dei militari del Nucleo ispettorato lavoro e degli ispettori del lavoro presso le sedi delle varie cooperative interessate, al fine di ricostruire i reali ed effettivi turni di lavoro giornalieri svolti dai dipendenti”.
“Il quadro emerso a seguito di questa alacre e lunga attività investigativa ha portato all’emersione di chiari elementi penali, che sono sfociati nell’ordinanza di rinvio a giudizio emessa lo scorso 27 febbraio dal gup Savina Poli del tribunale di Viterbo, per evasione fiscale, intermediazione illecita e sfruttamento dei lavoratori a carico di quattro persone fisiche e di un consorzio”.
A giudizio gli imprenditori viterbesi Giuseppe e Stefania Boni, fratello e sorella, di 54 e 52 anni; i due dipendenti Roberto Aquilanti e Andrea De Angelis, di 64 e 38 anni, originari di Roma; poi c’è il consorzio cooperativo a responsabilità limitata in liquidazione Interservice Group di Viterbo, con sede al Poggino, formalmente amministrato da una cinquantenne romana.
Per loro il processo, davanti al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei, prenderà il via il prossimo 14 maggio. Tre le parti civili già costituite, assistite dagli avvocati Mara Mencherini e Ilaria Di Punzio. Si tratta di tre degli autisti costretti a turni massacrati e sottopagati con lo spettro del licenziamento, ai quali altri lavoratori potrebbero aggiungersi prima dell’ammissione delle prove, ovvero alla prima udienza del processo. Parte civile, inoltre, potrebbe ancora costituirsi anche l’agenzia delle entrate, finora assente.
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