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Viterbo - Intervista al sindaco che spiega le ragioni che lo hanno spinto ad emettere l'ordinanza di rinvio al 24: "Ho pensato anche alle persone di ritorno dalle vacanze"

Giovanni Arena: “Aprire le scuole il 14 settembre sarebbe stato il caos”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Aprire le scuole il 14 settembre sarebbe stato il caos. Le condizioni non ci sono”. Il sindaco di Viterbo Giovanni Arena spiega le ragioni che lo hanno spinto a rinviare l’apertura di tutte le scuole del territorio al 24 settembre. Tra i motivi, anche il ritorno dalle vacanze da parte di viterbesi che sono stati in villeggiatura in zone a rischio, come ad esempio la Sardegna. “Non capisco – ha poi precisato il sindaco – l’ostinazione di aprire per forza il 14, ma comprendo che il ministro ha dato quella data e ci si doveva organizzare tutti quanti in modo tale che la data fosse rispettata”.


Viterbo - Il sindaco Giovanni Arena

Viterbo – Il sindaco Giovanni Arena


Sindaco Giovanni Arena, come nasce l’ordinanza comunale che ha rinviato l’apertura della scuola dal 14 al 24 settembre?
“E’ una decisione che ho preso dopo aver fatto una serie di sopralluoghi nelle scuole. Ho voluto vedere e verificare la situazione di persona perché, al di là dei buoni propositi da parte di tutti gli enti, volevo capire come stavano le cose. Devo dire che sia la Regione che il ministero dell’istruzione hanno fatto la loro parte cercando all’ultimo momento di semplificare le misure per mettere a disposizione il personale necessario. Tuttavia mi sono reso conto che ad oggi la situazione lascia a desiderare. Sta mattina le scuole, con i dirigenti in prima fila, stavano ancora spostando banchi e mobili per mettere tutte le cose in ordine. Quindi, per garantire e migliorare la sicurezza dei ragazzi, ho deciso di firmare ed emettere l’ordinanza. E mi auguro che il 24 sia tutto a posto”. 

Qual è dunque il motivo principale che l’ha spinta a spostare l’apertura delle scuole?
“Il motivo principale è la carenza in questo momento e le criticità che riguardano la sicurezza dei bambini. Criticità dovute a una serie di situazioni, come ad esempio i collaboratori scolastici che mancano, il personale che sta arrivando ma che ancora non c’è”. 



C’è poi la questione del prossimo referendum costituzionale che vedrà diversi edifici scolastici impegnati nella consultazione elettorale del 20 e 21 settembre…
“Certo. Per fare le elezioni, ad esempio, si sarebbero dovute smobilitare le segnaletiche sulle misure anti-Covid messe dalle scuole per sostituirle con quelle elettorali. E una volta finite le elezioni, anche quest’ultime avrebbero dovuto essere tolte per essere sostituite di nuovo da quelle scolastiche. Ho pensato anche alle famiglie che sono tornate dalle zone di villeggiatura, in particolare dalla Sardegna in questi giorni…”

Che significa?
“Diverse famiglie sono tornate in questi giorni da luoghi di villeggiatura come, ripeto, la Sardegna. Quindi avere una decina di giorni in più a disposizione, e a scopo precauzionale, per avere maggiore sicurezza sarebbe stato l’ideale. I contagi, una volta aperte le scuole, molto probabilmente ci saranno. Avere il rimorso di non aver fatto l’ordinanza e magari all’apertura del 14, con un’organizzazione precaria…insomma, avevo questa possibilità di fare l’ordinanza e l’ho fatta. Per il bene dei ragazzi”. 


Viterbo - Giovanni Arena

Viterbo – Il sindaco Giovanni Arena


Come mai ha aspettato due giorni per rinviare l’apertura e non l’ha fatto subito dopo il primo sopralluogo nelle scuole?
“Perché mi auguravo la situazione cambiasse in positivo. In realtà durante il sopralluogo di questa mattina (ieri ndr), ho riscontrato le stesse lamentele di qualche giorno fa da parte dei dirigenti scolastici”. 

Ci sono state “pressioni” da parte delle altre istituzioni per mantenere ferma la data del 14 settembre?
“No. Diciamo che in altre province ci sono state richieste specifiche fatte dai dirigenti scolastici al sindaco. Quindi è stato più facile emettere le ordinanze. Io una richiesta specifica messa nero su bianco da parte dei dirigenti scolastici non l’ho avuta. Di persona ho avuto invece tante lamentele”. 


Viterbo - L'assemblea della Cisl con i dirigenti scolastici

Viterbo – L’assemblea dei dirigenti scolastici


Ha avuto modo di parlare anche con il presidente della provincia, il prefetto e il provveditore, destinatari anch’essi della lettera dei dirigenti scolastici?
“Il presidente della provincia Nocchi è rimasto un po’ sorpreso dalla lettera dei dirigenti scolastici. Per lui è stata un po’ una doccia fredda, non se l’aspettava, perché da parte sua si era impegnato a far fronte ai problemi delle scuole superiori. Fermo restando che i dirigenti scolastici hanno la responsabilità delle scuole e quindi tutto il diritto-dovere di sollevare problemi che, comunque sia, hanno evidenziato in modo costruttivo. Per quanto riguarda il rinvio, Nocchi mi ha detto che l’ordinanza dà respiro ai dirigenti. Al prefetto ho comunicato che avrei fatto l’ordinanza, ma non gli ho chiesto un parere visto che è rappresentante del governo sul territorio. Quindi per correttezza istituzionale non l’ho fatto. Il provveditore ha detto invece che le scuole erano pronte per il 14. Per me non lo erano. E ho visto la situazione con i miei occhi. Tutti hanno il proprio dovere, ma io ho dovuto fare la sintesi e prendere una decisione”. 

Qual era, secondo lei, il rischio maggiore nell’aprire le scuole il 14 settembre?
“Diciamo innanzitutto che il 14 o il 24, noi iniziamo un anno scolastico di grandi incertezze e molto problematico. Il 14 l’inizio sarebbe stato caotico e senza quella giusta serenità per iniziare e con una situazione non ancora definita”.

Insomma, aprire il 14 settembre sarebbe stato il caos?
“Sì. Questo rischio avrebbe potuto esserci. Anche il 24 probabilmente ci sarà confusione, ma sarà una confusione più controllata. E soprattutto ci sarà più personale a disposizione e tutti i sistemi di sicurezza al loro posto”. 


Viterbo - Il sopralluogo del sindaco Giovanni Arena nelle scuole

Viterbo – Il sopralluogo del sindaco Giovanni Arena nelle scuole


Se dovesse svestire i panni del sindaco e vestire invece quelli di un semplice cittadino, quale sarebbe stato il suo punto di vista qualora le scuole di Viterbo avessero riaperto il 14?
“Da cittadino comune, col fatto del referendum costituzionale il buon senso avrebbe voluto che si posticipasse l’apertura. Non capisco l’ostinazione di aprire per forza il 14, ma comprendo che il ministro ha dato quella data e ci si doveva organizzare tutti quanti in modo tale che la data fosse rispettata”. 

Daniele Camilli


Multimedia: Fotogallery: Il sopralluogo del sindaco Giovanni Arena – Video: “Probabilmente la scuola non riaprirà il 14 settembre” – L’intervento della preside della Fantappie Valeria Monacelli

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12 settembre, 2020

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