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Politica - Intervista al segretario di Rifondazione comunista Stefano Troncarelli

Apertura all’Udc, c’è chi dice no

di Emma Sanna
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Stefano Troncarelli

Stefano Troncarelli

Rifondazione comunista dice no.

E’ partita a sinistra la corsa all’Udc. Pd, Sel, Italia dei valori si sono detti tutti pronti ad allearsi con il l’Udc. Tutti insieme in una coalizione, a loro avviso, necessaria per il cambiamento.

Ma c’è chi dice no. C’è chi considera prioritario salvaguardare i programmi. C’è chi non è disposto a sacrificare i contenuti politici per ritagliarsi a tutti i costi un posto nella grande alleanza.

Il segretario provinciale di Rifondazione comunista, e coordinatore della Federazione della sinistra, Stefano Troncarelli spiega la sua posizione.

E’ iniziato il corteggiamento all’Udc. Tutto il centro sinistra si dice disponibile a creare una grande coalizione contro le destre. Rifondazione comunista si vede in uno scenario del genere che comprende Pd, Sel, Idv e eventualmente anche l’Udc?

“No. E il nostro è un no aprioristico all’Udc, fondato sulla distanza e sulla diversità programmatica. A noi non interessa entrare in una partita che è tutta politicistica e elettoralistica. A noi preme sostenere le lotte e le vertenze dei lavoratori, dei cassintegrati, dei precari, dei pensionati e delle fasce deboli.

Diciamo no a un simile scenario anche perché già visto. Nelle scorse elezioni provinciali il Partito democratico cercava in maniera convulsa l’accordo con l’Udc, mandando all’aria il tavolo con tutto il centrosinistra. E Rifondazione si è proposta agli elettori insieme a Sel e Idv per costruire un polo a sinistra. Oggi prendiamo atto del brusco passo indietro sia di Sel che dell’Idv, che pronti a entrare in una coalizione di governo sacrificano i propri programmi”.

La prima apertura a sinistra nei confronti dell’Udc, oltre che dal Pd, è arrivata da Sinistra ecologia e libertà. Come giudica Rifondazione questa scelta?

“Siamo basiti. Noi siamo convinti che si possa costruire un’alternativa, a sinistra, insieme all’associazionismo e ad altri soggetti, che in questa provincia chiedono quotidianamente di essere ascoltati e coinvolti in un processo che si opponga alle scelte neoliberiste”.

Raffaele Saladino (Idv) dice sì alla coalizione con l’Udc purché si cambi. Non è una motivazione sufficiente?

“No che non è sufficiente. Saladino è sicuro che sarebbe il cambiamento che vogliamo? E’ sicuro che sarebbe il cambiamento di cui c’è bisogno? Il cambiamento, secondo lui, può davvero passare per l’Udc? Cosa ha fatto l’Udc, per esempio in Provincia e in Regione, per opporsi alla chiusura degli ospedali? Nei confronti della Talete, l’Udc è pronta a prendere atto che c’è un referendum con il quale i cittadini italiani hanno scelto la ripubblicizzazione dell’acqua?”.

E se si profilasse la possibilità di un centro sinistra senza Udc? Cioè Pd, Sel e Idv?

“Beh allora si ragionerebbe sui programmi e si riprenderebbe in considerazione l’accordo tutto a sinistra per combattere le destre”.

Quali sono le proposte di Rifondazione comunista?

“Rifondazione, e con essa tutta la Federazione della sinistra, si pone come forza politica alternativa, che intende contrastare le sconsiderate politiche economiche della Bce, la speculazione finanziaria, che intende impegnarsi per la riconversione e la riqualificazione ambientale, per le politiche di ridistribuzione delle ricchezze, per ridurre le disuguaglianze e salvaguardare i diritti sociali, al livello nazionale, come al livello locale”.


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27 ottobre, 2011

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