![]() Raffaele Saladino (Idv) |
– Se per cambiare è necessario allearsi, si apra pure all’Udc e si trovino dei punti in comune. Pochi ma comuni.
Anche l’Italia dei valori pronta ad accogliere l’Udc in una eventuale grande coalizione contro le destre.
Raffaele Saladino, consigliere provinciale dell’Italia dei valori, spiega la posizione del suo partito.
Il Pd si dice pronto ad allearsi con L’Udc. E anche Sel non pone limiti alle alleanze. L’Italia dei valori che ne pensa di una simile coalizione?
“E’ un momento complesso, una ampia alleanza può dare maggiori garanzie di cambiare le cose e quindi di poter passare a una nuova fase. Una nuova fase che potrà avere o meno un futuro nel momento in cui i programmi vengano ampiamente concordati.
E’ fondamentale che vengano individuati non molti punti, su cui poter discutere e per poter quindi trovare un terreno comune, altrimenti potrebbe poi essere difficile gestire la situazione. La politica nazionale sembra spingere ampiamente verso questa direzione”.
Di Pietro più volte ha ribadito che l’Udc ha un programma non compatibile con quello del centrosinistra e ha detto no a un incontro programmatico con Casini, almeno per ora.
“Questi sono aspetti che mutano in continuazione. In una grande coalizione, per i partiti minori è importante avere garanzie sul ruolo che svolgono. Il rischio è di rimanere in secondo, terzo piano e quindi la posizione dell’Idv, che credo sia anche quella di Sel, è di rivendicare i principi ispiratori del centrosinistra. Se c’è un accordo su alcuni principi, si trova un terreno comune”.
Per esempio?
“Se l’Udc, come io immagino, è d’accordo a riporre l’attenzione sul welfare, quindi a creare una nuova forma di assistenza sociale laddove ora non esiste più, a causa delle politiche del Pdl. Se l’Udc concorda che è importante affrontare il tema del lavoro. Se crede che sia necessario creare delle politiche di sviluppo per i giovani, io non vedo le difficoltà.
Poi ci sono degli argomenti specifici, come l’etica della vita e altri argomenti più ampi, per i quali credo che ci sia bisogno di una dialettica tra Udc e Idv, ma anche con tutta la sinistra”.
Quindi nessuna chiusura a priori dell’Idv all’Udc.
“Assolutamente nessuna chiusura. Non c’è mai una chiusura netta. La politica è confronto. Anche in consiglio provinciale, dove siedo, c’è sempre stato un ottimo rapporto con i consiglieri dell’Udc, che hanno dimostrato in diversi casi di avere delle posizioni esattamente speculari a quelle dell’Idv. Se si procede di questo passo, è chiaro che una strada comune può essere intrapresa.
Io poi parlo anche per quella che è la mia personale esperienza in consiglio provinciale. Devo dire che i consiglieri dell’Udc, pur appoggiando il governo di centrodestra, hanno manifestato in più occasioni delle insofferenze, per esempio uscendo dall’aula quando per più volte non si era trovato il nome del presidente del consiglio. E’ indubbio che l’Udc si cala in questa maggioranza con una certa difficoltà”.
Per le prossime comunali sono già in corso dei tavoli di lavoro per creare dei programmi condivisi ai quali siede, insieme al Pd e a Sel, anche l’Udc. C’è anche l’Idv?
“L’Idv sta iniziando a lavorare. I nostri interlocutori principali sono Sel, Federazione della sinistra e Partito democratico, al momento. L’Udc sarebbe un interlocutore nuovo. Nella realtà locale l’Idv è una formazione abbastanza nuova. Io sono stato candidato alle provinciali rappresentando anche Sel e la Federazione della Sinistra. Siamo giovani e pian piano apriremo i nostri orizzonti politici. Se capitasse di discutere con l’Udc, lo faremmo volentieri”.
Nel caso di una coalizione Udc, Pd, Sel, Idv, come si concilierebbero le varie posizioni su questioni concrete come le politiche energetiche, di sviluppo (ad esempio l’aeroporto), le infrastrutture (ad esempio l’autostrada tirrenica)?
“Sulle rinnovabili non ci sono posizioni molto distanti. La linea è quella di svilupparle compatibilmente con le esigenze del territorio. Per quanto riguarda l’aeroporto, parliamo di una cosa che non si farà, quindi non costituisce un problema. Sull’autostrada, la nuova versione sembra che seguirà il tracciato già esistente, quindi non dovrebbe avere un grosso impatto ambientale. Il problema sarebbe esistito nel caso in cui si fosse fatta una variante, con l’esproprio di terreni coltivati da destinare quindi ad altro. Ma se si tratta di modernizzare l’Aurelia sul suo tracciato, ben venga. Certo ci sarà un cambiamento, perché da pubblica la strada diventerà privata.
Ma questi non mi sembrano problemi insormontabili. Qui il problema è creare occupazione, dare lavoro, fornire energia, risollevare il distretto di Civita Castellana, la sanità, la scuola”.
Prima i programmi o i candidati?
“Personalmente, credo che fare le primarie senza i programmi non abbia molto senso, ma non ha neanche senso fare dei programmi troppo stretti perché poi i candidati sarebbero già definiti”.
Quindi sì alla grande coalizione. L’importante è trovare pochi punti, ma condivisi da tutti.
“Esatto. Discutere sul programma, ma fare in modo che il programma sia sufficientemente ampio da accogliere tutte le esigenze e non contenga già il nome del candidato. Cioè… che abbia senso fare le primarie”.
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