![]() Giuseppe Fioroni |
Riceviamo e pubblichiamo – Gentile redazione,
mi permetto, attraverso la vostra testata, di rispondere pubblicamente all’onorevole Fioroni in merito alle sue considerazioni sulle possibili alleanze del Pd per le prossime, speriamo vicine, elezioni politiche.
Non credo dovremmo trarre conclusioni dalle recenti elezioni in Molise per scegliere i nostri alleati per il futuro; se infatti un personaggio tutt’altro che cristallino come Michele Iorio riesce ancora a vincere delle elezioni entrano in ballo motivazioni che poco hanno a che fare con la politica, quella di chi vince ma anche quella di chi perde.
D’altra parte c’è anche da domandarsi quanto auspicabile sia allearsi con una forza politica che si schiera indifferentemente da una parte o dall’altra a seconda delle situazioni e dei territori.
Anche nel viterbese l’Udc è sempre in bilico tra l’appoggiare il centro sinistra e il centro destra, a dimostrazione di quanto solide siano le convinzioni dei suoi rappresentanti.
Se poi vogliamo prendere in considerazione quanto accaduto in altre regioni per dimostrare le nostre tesi, potrei portare ad esempio la riconferma di Vendola in Puglia (dopo elezioni primarie…), la vittoria di Pisapia a Milano (dopo elezioni primarie…) e soprattutto l’elezione di De Magistris a sindaco di Napoli, episodi che ci porterebbero in tutt’altra direzione rispetto alle presunte indicazioni che verrebbero dal Molise.
E’ indubbio che se riduciamo tutto al semplice conteggio dei voti l’apporto dell’Udc risulterebbe indispensabile per raggiungere la maggioranza (ugualmente e non prioritariamente all’apporto dell’Idv e del Sel), ma forse il segreto per vincere potrebbe stare semplicemente nel tornare ad ascoltare i bisogni delle persone e nel dare loro delle risposte serie, credibili e coerenti.
Se il Pd, partito di maggioranza della coalizione e forse anche partito di maggioranza relativa, vuole aspirare a governare il Paese, deve innanzi tutto smettere di fare figure come quella recentissima dell’astensione sulla variazione di bilancio in consiglio regionale della Lombardia con la quale sono stati aumentati i fondi per la spesa della politica locale.
Deve smettere anche di tirare continuamente il ballo il sentire cattolico di una parte dei suoi iscritti e simpatizzanti, soprattutto in considerazione del fatto che moltissimi cattolici sono politicamente schierati su posizioni molto più a sinistra del Pd, trovando lì una rispondenza ideologica ai precetti religiosi che non è sempre evidente in forze politiche più “moderate”.
Deve invece proporre e perseguire soluzioni drastiche per combattere quelli che sono i drammi del nostro tempo come il precariato e la disoccupazione, senza avere paura di essere tacciato di essere un partito di sinistra, soprattutto quando la politica di “sinistra” sembra essere quella che le persone disperate chiedono nelle primarie (quando vengono fatte…) e nelle piazze e come purtroppo ci dimostra anche quel 5% di elettori che si rivolgono al Movimento a Cinque Stelle, non trovando evidentemente risposte soddisfacenti in altre forze politiche.
Elena Angiani
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