– L’abbandono di Pianoscarano da parte di Caffeina è un fatto grave (fotoracconto nona giornata* fotoracconto).
E’ uno dei segnali che mostrano come questa città sia allo sbando più completo.
Al di là del fatto gravissimo in sé, non ci si può non domandare se in questa città ci sia ancora un sindaco e una giunta con tanto di assessori al ramo.
Che l’opposizione non esista è certo. Visto che la guida il signor Sposetti.
Ma noi ci domandiamo: C’è un assessore alla Cultura? C’è un assessore al traffico? C’è un assessore al patrimonio? C’è un assessore al commercio? C’è un sindaco?
Non è ammissibile che chi “governa” la città assista muto e immoto allo scontro tra una parte degli abitanti di un quartiere storico e una importante manifestazione come Caffeina.
Il comune ha dato i permessi per occupare una serie di spazi a Caffeina. Si presume lo abbia fatto con cognizione di causa. Dialogando con i cittadini coinvolti e sottoposti a qualche disagio. Avrà valutato l’entità dei disagi. Avrà trovato soluzioni condivise con gli abitanti.
In breve, avrà messo in atto tutti quegli accorgimenti del caso. Accorgimenti che un buon amministratore mette in campo per rendere la città vivibile a tutti.
Il comune avrà anche predisposto il dispiegamento massiccio della polizia locale per fare in modo che ogni diatriba sia affrontata immediatamente. E con ragionevolezza.
Si spera che tutto questo sia vero. Chiediamo al sindaco se è stato fatto tutto perbenino. Lo speriamo.
Ma ora, in ogni caso, si è creata questa frattura. Non è il caso che il comune intervenga? Faccia da cuscinetto e ammortizzatore tra due realtà? Non era il caso che Marini & c. intervenissero prima che Caffeina prendesse la decisione di lasciare Pianoscarano, tentando di trovare soluzioni plausibili? Altrimenti a che serve un sindaco?
Marini non può fare come Ponzio Pilato e lavarsene le mani. Se ancora non l’ha capito è lui che governa la città. Non può immaginare che l’unico luogo di compensazione sia il giornale della città, Tusciaweb.
L’ignavia è una brutta bestia, Dante ce l’ha insegnato.
La posta in gioco, lo diciamo sommessamente, è che veramente i festival più importanti della città abbandonino Viterbo. A iniziare da Tuscia operafestival, che il sindaco non ha tutelato come poteva e doveva nell’ultima polemichetta creata a hoc dai soliti guastatori, per arrivare a Caffeina. Tuscia operafestival e Caffeina fanno parte del patrimonio culturale della città, come le fontane, le torri e i profferli. E vanno tutelate. Contro chi vuole azzerare la cultura cittadina.
Va detto, per chi non lo avesse capito, che gli organizzatori di festival di questo livello possono andare dove vogliono, portando il loro pacchetto di iniziative con sé. Voi pensate che se andassero a Perugia piuttosto che a Grosseto non troverebbero accoglienza?
Ernie Souchak
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