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Corruzione - Processo Miniera d'oro - Il testimone: "Il sindaco non faceva passare i camion di Chiavarino"

Cave abusive, ascoltato ex assessore

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Domenico Chiavarino

Domenico Chiavarino

Roberto Mancini

“Il sindaco aveva emanato un’ordinanza per vietare il passaggio dei mezzi pesanti in quella zona”.

A dichiararlo, in tribunale, è un testimone al processo Miniera d’oro. Imputati: il sindaco di Civitella d’Agliano Roberto Mancini e l’imprenditore Domenico Chiavarino. L’accusa è corruzione, per aver mascherato da bonifiche agrarie quelle che, per la procura, erano vere e proprie cave abusive in località Ontaneto, a Civitella.

Il teste, assessore esterno al Comune di Civitella tra il 2007 e il 2008, ha parlato di un’ordinanza blocca-camion firmata, all’epoca, dal sindaco Mancini. Segno evidente, per la difesa, di una forte presa di posizione da parte di Mancini contro Chiavarino che, invece, per l’accusa, avevano interessi comuni.

Quello dell’imprenditore sarebbe stato scavare in località Ontaneto per ottenere ghiaia da rivendere in seguito. Per questo avrebbe pagato i proprietari terrieri della zona, offrendosi di bonificare i loro terreni in cambio della ghiaia.

Quanto a Mancini, secondo le indagini, avrebbe ricevuto una tangente da 20mila euro per far passare l’attività estrattiva come una semplice bonifica agraria.

Il sindaco ha sempre negato, dichiarando di aver ricevuto quei soldi per una sua prestazione professionale come geometra. L’incarico, ricevuto da Chiavarino, sarebbe consistito nell’esecuzione di alcuni rilievi a Fabro (Terni).

A fine udienza, i pm titolari dell’inchiesta, Fabrizio Tucci e Stefano D’Arma, hanno chiesto la revoca del decreto del tribunale di Viterbo che dichiarava nulle le intercettazioni. Sull’utilizzabilità come prova della sterminata mole di conversazioni telefoniche registrate, la procura si batte dalla prima udienza.

Nel processo Dazio, altra vicenda su cave e tangenti che vede tra gli imputati Chiavarino, le intercettazioni hanno fatto di recente il loro ingresso nel dibattimento. Dopo un primo azzeramento, i giudici hanno fatto dietrofront, riammettendole tra le prove. Novità che ha spinto la procura a chiederne la riammissione anche al processo Miniera d’oro.

Sulla richiesta, i giudici si sono riservati. Decideranno alla prossima udienza, fissata al 18 dicembre per continuare ad ascoltare i testimoni.


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17 ottobre, 2012

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