Civitella d’Agliano – Niente rush finale per il processo Miniera d’oro.
La discussione sulle presunte cave abusive mascherate da bonifiche agrarie è slittata alla prossima primavera. Motivo: problemi di salute di uno dei due imputati, Roberto Mancini.
Il sindaco di Civitella d’Agliano è ricoverato da cinque giorni per problemi al cuore. Impedimento ritenuto legittimo, data anche la presenza del primo cittadino a tutte le udienze del processo.
Il 18 marzo sarà il giorno della requisitoria dei pm Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci. Dopodiché, parola alle difese, con Grazia Volo e Michele Guerriero per Mancini e l’avvocato Franco Moretti per l’imprenditore Domenico Chiavarino.
La vicenda risale agli anni tra il 2006 e il 2008. La forestale scopre scavi dalla profondità sospetta in località Ontaneto, a Civitella d’Agliano. Per gli investigatori sono cave abusive: Chiavarino avrebbe pagato a Mancini una tangente da 22mila euro perché chiudesse un occhio, aiutandolo a farle passare per cave abusive. La convenienza, per l’imprenditore, sarebbe stata nel poter effettuare subito gli scavi, mentre la richiesta di autorizzazione di una cava ha un iter più lungo e costoso. Da qui l’arresto per corruzione nel 2009 per entrambi.
Gli imputati sostengono, invece, che quei 22mila euro non fossero una tangente, ma il compenso professionale a Mancini per un suo incarico di geometra.
Alla prossima udienza, accusa e difesa tireranno le somme, prima che il collegio dei giudici, presieduto da Maurizio Pacioni (a latere Eugenio Turco e Filippo Nisi) si ritiri per la sentenza.
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