Viterbo – Usura ed estorsione, falsa partenza per il processo a due esponenti del clan dei Casamonica.
Consiglio e Sabatino Di Guglielmi, padre e figlio, meglio noti come Claudio e Johnny Casamonica, torneranno in aula a marzo: l’udienza di ieri è stata rinviata per i soliti problemi di notifica.
Il gup del tribunale di Viterbo Salvatore Fanti li aveva rinviati a giudizio insieme al viterbese Raffaele Polleggioni e ad Adolfo Perazzoni di Civita Castellana.
Claudio Casamonica finì in arresto nel febbraio 2008, nel blitz congiunto di carabinieri di Viterbo, finanza e polizia locale di Roma: era l’operazione “Fire”. Le indagini, partite nell’estate 2007, svelarono gli interessi del clan romano nella Tuscia, ricostruendo quattro casi di estorsione e uno di usura. 25 le perquisizioni domiciliari, per un totale di 250 uomini impegnati.
Il clan cercava di intimidire aziende viterbesi con chiare minacce: taniche di benzina piazzate ai cancelli della concessionaria “Lem”, della ditta “Centro gomme viterbesi” e dell’azienda ittica “Agrifish”, a titolo di avvertimento, nel caso avessero rifiutato di pagare il pizzo.
Nel caso di una delle tentate estorsioni contestate, i Casamonica avrebbero preteso 160mila euro vantando crediti inesistenti. In alternativa, promettevano di risolvere la questione “come si fa a Napoli”, sottolineando la loro appartenenza al clan anche con frasi tipo “tu non sai chi sono io… non sono una persona da prendere in giro… sono una persona che ti può fare del male”.
Per Claudio Casamonica scattarono le manette. Mentre i due viterbesi e i figli del boss furono denunciati.
Secondo l’inchiesta dei pm Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci, la regia dell’attività criminale era del capoclan, che avrebbe tentato, con gli altri complici, di infiltrarsi nel tessuto economico viterbese. Tentativo stroncato sul nascere.
A Roma, si intervenne soprattutto nel noto quartiere “Morena” nella zona Romanina, dove interi isolati sono abitati da appartenenti alla famiglia Casamonica. Per stanare il boss, vista la sua pericolosità, gli investigatori usarono uno stratagemma: finsero una fuga di gas e fecero arrivare i vigili del fuoco per sgomberare le case. Una volta fuori, Casamonica è stato arrestato e portato in carcere.
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