Viterbo – Cercasi giudice per il processo ai Casamonica.
Dopo il trasferimento del presidente del collegio Eugenio Turco, un’altra tegola si abbatte sul processo “Fire”, dal nome dell’operazione che, nel 2008, fece finire in arresto Consiglio e Sabatino Di Guglielmi, padre e figlio, meglio noti come Claudio e Johnny Casamonica.
Uno dei magistrati che compone la terna giudicante, Rita Cialoni, è incompatibile dopo aver firmato l’ordinanza d’arresto. Lo ha fatto notare ieri, in tribunale, l’avvocato dei Casamonica Fausto Barili. L’udienza slitta alla prossima settimana per formare un nuovo collegio che possa portare a termine il processo.
Claudio Casamonica fu arrestato nel febbraio 2008, nel blitz congiunto di carabinieri di Viterbo, finanza e polizia locale di Roma: era l’operazione “Fire”. Le indagini, partite nell’estate 2007, svelarono gli interessi del clan romano nella Tuscia, ricostruendo quattro casi di estorsione e uno di usura. 25 le perquisizioni domiciliari, per un totale di 250 uomini impegnati.
Il clan avrebbe cercato di intimidire aziende viterbesi con avvertimenti espliciti: taniche di benzina piazzate ai cancelli di diverse aziende viterbesi, qualora avessero rifiutato di pagare il pizzo.
Nel caso di una delle tentate estorsioni contestate, i Casamonica avrebbero preteso 160mila euro vantando crediti inesistenti. In alternativa, promettevano di risolvere la questione “come si fa a Napoli”, sottolineando la loro appartenenza al clan anche con frasi tipo “tu non sai chi sono io… non sono una persona da prendere in giro… sono una persona che ti può fare del male”.
Per Claudio Casamonica scattarono le manette. Denunciati, invece, i figli del boss e i due viterbesi imputati, Raffaele Pollegioni e Adolfo Perazzoni, entrambi di Civita Castellana.
Secondo l’inchiesta dei pm Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci, la regia dell’attività criminale era del capoclan, che avrebbe tentato, con gli altri complici, di infiltrarsi nel tessuto economico viterbese. Tentativo stroncato sul nascere.
A Roma, si intervenne soprattutto nel noto quartiere “Morena” nella zona Romanina, dove interi isolati sono abitati da appartenenti alla famiglia Casamonica. Per stanare il boss, vista la sua pericolosità, gli investigatori finsero una fuga di gas e fecero arrivare i vigili del fuoco per sgomberare le case. Una volta fuori, Casamonica è stato arrestato e portato in carcere.
Le prime due udienze si sono tradotte in un nulla di fatto, per probemi di notifica o del collegio giudicante.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY