Viterbo – Tradito da chi diceva di volergli bene.
Si aggiunge altro orrore alla morte di Vincenzo Amendola, diciott’anni, ammazzato con due colpi di pistola. Uno allo zigomo per sfregio. L’altro alla tempia per finirlo.
Una vera esecuzione, quella nella notte tra il 4 e il 5 febbraio, in viale 2 giugno, nel quartiere San Giovanni a Teduccio di Napoli. Almeno due arrestati su tre erano amici di Vincenzo. Un’amarezza in più, dopo l’atrocità di una morte sofferta e consapevole: dal primo colpo non partito – la pistola era bloccata -, all’ultimo fatale. E Vincenzo ha pianto, implorato e chiesto pietà ripetutamente, in quegli ultimi istanti.
Gaetano Nunziato, 23enne, il primo a finire in arresto, ha fatto da esca: lo ha ‘venduto’ ai camorristi, fissando l’appuntamento che lo ha attirato nella trappola mortale.
Giovanni Tabasco, 21 anni, arrestato l’altra sera in un casale a Viterbo dopo un mese di latitanza, si sarebbe procurato la pistola usata per sparare a Vincenzo. Mentre il cugino di Tabasco, Gaetano Formicola, ha fatto fuoco. Ognuno il suo ruolo, secondo la ricostruzione degli inquirenti. Ma che Nunziato e Tabasco frequentassero regolarmente il 18enne è un dato di fatto.
Nunziato, rintracciato per aver utilizzato il telefono di Vincenzo nei giorni successivi all’omicidio, ha ceduto davanti al gip, abbandonandosi a un pianto che sa di rimorso e raccontando l’esecuzione per filo e per segno.
Tabasco ha il suo profilo Facebook tappezzato di foto e selfie con Vincenzo. Scatti di sera, in giro per Napoli. Il braccio dell’uno a circondare la spalla dell’altro. Due ragazzi di vent’anni che escono e trascorrono il loro tempo insieme, per poi seminare sui social network le tracce della loro allegria. Questo sembrerebbero. Invece, Tabasco risponde dell’omicidio di Vincenzo insieme a a Formicola e Nunziato, con le ulteriori accuse di occultamento di cadavere e porto e detenzione di arma, aggravate dal metodo mafioso. Sempre Tabasco non prova neppure a nascondere la sua appartenenza al clan Formicola, anzi: su Facebook scrive candidamente che di mestiere fa il camorrista.
L’ultima foto con Vincenzo è pubblicata il 19 febbraio. Giorno in cui il cadavere del ragazzo viene trovato in una buca a San Giovanni a Teduccio. Il 18enne alza il pollice e abbraccia Tabasco, che stringe una bottiglia tra le mani: “Questa serata non la dimenticherò mai. Ti amo fratm Vincenzino”. Fratello mio. Mentre a corredo di un’altra foto Tabasco, una passione per le frasi solenni, scrive: “Sarà il tempo a darmi soddisfazione tra noi due. E sarà il nostro amore a vincere sul male della tua famiglia”.
Nell’ottica mafiosa dei Formicola, probabilmente, era Vincenzo il traditore da punire a tutti i costi, per essersi vantato di una relazione con l’intoccabile donna di un boss. Un’onta che, per il clan, poteva essere lavata solo con la morte. E così è stato.
Stefania Moretti
Nel covo dei killer: fotocronaca – slide – video
I latitanti portati in carcere: fotocronaca – slide – video
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