Viterbo – Agguato neofascista allo stadio di Magliano Romano del novembre 2014, entra nel vivo il processo a Tivoli per i quattro estremisti di destra già condannati nel luglio 2015 con l’immediato per le lesioni ai tifosi dell’Ardita.
Sono l’ex candidato sindaco di Casapound Diego Gaglini, Ervin Di Maulo, Edoardo Fanti e Jacopo Magnani, già condannati a pene dai 3 ai 4 anni per lesioni gravi.
Adesso devono rispondere di porto abusivo di oggetti atti a offendere e con loro anche uno degli altri cinque indagati, Giovanni Lupidi, per il reato di lesioni gravi.
Nell’udienza di ieri sono stati ascoltati quattro testimoni: tre uomini delle forze dell’ordine che parteciparono agli arresti e una delle persone offese. Tutti hanno sostanzialmente confermato quanto giù dichiarato in sede di interrogatorio.
Si tratta del terzo processo scaturito dalla vicenda di Magliano Romano.
Il primo, con il rito immediato, si era concluso con quattro condanne nel luglio del 2015; mentre l’epilogo del secondo, con l’abbreviato, è arrivato lo scorso 25 gennaio con i tre anni e due mesi inflitti a Roberto Spolverini, Federico Miralli, Alessio Reinkardt e Leonardo Ercolani per lesioni e porto abuso d’armi.
Quest’ultimo, tuttora in corso, è stato rinviato ieri alla fine di settembre. Il giudice ha poi già fissato un’altra udienza anche ad ottobre per sentire tutti i testi e chiudere l’istruttoria. Poi mancherà solo la sentenza.
I nove estremisti di destra coinvolti furono arrestati il 16 novembre 2014 con l’accusa di avere preso parte al raid a sprangate di Magliano Romano. Una trentina gli incappucciati che irruppero sugli spalti con tubi e manganelli colpendo con furia cieca tra i tifosi.
Erano da poco passate le 11 di domenica, quando diedero l’assalto alle tribune, ferendo gravemente sei tifosi dell’Ardita San Paolo, squadra di sport popolare che militava in terza categoria e che aveva appena iniziato il match con la compagine locale.
Dopo le botte, la fuga, a bordo di una ventina di auto, tra cui le due a bordo delle quali sono stati fermati gli estremisti in trasferta da Viterbo, traditi dalle targhe annotate da un carabiniere.
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