Viterbo – Un incubo, la sera prima dell’incidente. “Ho sognato che mia figlia e mio nipote stavano soffocando per il gas che usciva dalla stufetta del camper”. Ilde Rosati, mamma di Antonella Incerti e nonna di Davide, il bambino morto nel tragico schianto sulla Superstrada, racconta alla Gazzetta di Reggio la terribile premonizione che ha avuto la sera prima dell’incidente. La racconta con la voce strozzata dalla disperazione.
Multimedia: video – Fotocronaca: Schianto camper-camion, morto bimbo – Scontro camper-camion
È all’ospedale di Belcolle. Al capezzale della figlia, per sostenerla e per cercare una ragione all’assurda morte di suo nipote. “Davide era tutta la mia vita – dice Ilde, un passato come insegnante –. È la cosa più bella che io abbia vissuto in questi ultimi dieci anni. Lo adoravo. Il mio bimbo era speciale, tanto diverso da altri bambini della sua età. Era dolcissimo, attento, con mille stimoli e tanto educato. Ed era questa la sua forza. Era interessato, curioso e molto appassionato, e già diceva di voler fare l’università. E da più di un anno frequentava l’Atletica Scandiano”.
Davide aveva mille passioni. Amava correre, nuotare, sciare e studiare. A Davide piaceva gareggiare, e andava a correre col papà anche fuori dall’allenamento. Ma sulla pista d’atletica parlava spesso della sua scuola a Canali, frazione di Reggio. Raccontava le lezioni di scienze come se le avesse imparate a memoria.
La notizia del terribile incidente ha scosso Viterbo, Albinea (Reggio Emilia), dove Davide abitava, e Scandiano, il paese a dodici minuti da casa dove andava ad allenarsi. Venerdì la mamma è stata trasferita dalla rianimazione al reparto di chirurgia dell’ospedale Belcolle di Viterbo. I genitori vorrebbero portare Davide a casa per salutarlo lì, tra chi lo ha amato e conosciuto, ma un viaggio fino a Reggio, ora come ora, sarebbe rischioso per le condizioni della mamma, gravemente ferita.
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