Albinea – Schianto camper-camion, il 10 febbraio l’addio al piccolo Davide Ciuffreda.
Si terranno sabato 10 febbraio alle 10 i funerali del bimbo di 10 anni morto dopo il tragico incidente del 3 gennaio sulla Superstrada. In tanti, nella palestra coperta del parco Lavezza ad Albinea, messa a disposizione della chiesa evangelica, si stringeranno al dolore del papà Michele Antonio e della mamma Antonella Incerta, che è stata dimessa oggi dall’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia dove era ricoverata.
La famiglia Ciuffreda non chiede fiori, ma donazioni all’Asei (Associazione scout evangelici italiani). Chi non potesse essere presente ai funerali ma volesse comunque partecipare alla raccolta, potrà versare la donazione sul conto corrente dell’Asei oppure sul conto corrente postale numero 9240127 con causale “Ricordo Davide”.
Davide è morto nel tragico incidente del 3 gennaio sulla Superstrada, dopo che il camper sul quale viaggiava insieme alla mamma e al papà, fermo ai bordi della strada per un’avaria, è stato travolto da un tir.
Davide era a Viterbo insieme ai genitori per le vacanze di Natale. Quella mattina viaggiava sul camper che doveva riportarlo a casa, e dove ha invece trovato la morte dopo lo scontro con un tir. Secondo la ricostruzione della stradale, il camper era in panne su un margine della Superstrada, in direzione Orte. Accostato, per quanto possibile: in quel tratto della Orte-Civitavecchia, al chilometro 60+100, non ci sono piazzole di sosta. Il camionista che se l’è trovato davanti non è riuscito a frenare. Anche lui è finito in ospedale, oltre alla mamma di Davide e al bambino, morto dopo i primi soccorsi.
La procura di Viterbo, pm Eliana Dolce, ha aperto un fascicolo per omicidio stradale. E i difensori del camionista, un 62enne di Bagnoregio, hanno chiesto l’incidente probatorio per cristallizzare la versione dell’uomo.
La notizia del terribile incidente ha scosso Viterbo, Albinea, dove Davide abitava, e Scandiano, il paese a dodici minuti da casa dove il piccolo andava ad allenarsi. Una famiglia conosciuta: il papà è tecnico radiologo all’ospedale di Reggio Emilia, la mamma infermiera, la nonna Ilde ha scritto libri sulla cucina reggiana.
Davide aveva mille passioni. Amava correre, nuotare, sciare e studiare. A Davide piaceva gareggiare, e andava a correre col papà anche fuori dall’allenamento. Ma sulla pista d’atletica parlava spesso della sua scuola a Canali, frazione di Reggio. Raccontava le lezioni di scienze come se le avesse imparate a memoria.
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