Civita Castellana – “Non vogliamo retrocedere, ma non possiamo nemmeno tornare in serie A. Siamo in un vicolo cieco”.
Il team manager Francesco Santini descrive la situazione in casa Scarabeo Civita Castellana, al termine della frenetica altalena di emozioni vissute nel 2018.
Un’annata cominciata con la storica vittoria in coppa Italia, proseguita in estate con la rinuncia alla serie A2 e conclusa con il ritorno in serie B, nel palazzetto di Civita Castellana.
Per i successi conseguiti l’anno scorso, la società rossoblu ha ricevuto numerosi riconoscimenti: l’ultimo, in ordine temporale, il premio Milita della Fipav Lazio. Comprensibile il senso di smarrimento, per chi all’improvviso è stato catapultato da una realtà all’altra.
Santini, in tre mesi siete passati dalla lotta per salire in A1 al ritorno in B. Cos’è successo?
“Dopo aver vinto la coppa Italia, a febbraio il comune di Roma ci ha comunicato che avrebbe chiuso il palazzetto di viale Tiziano per una ristrutturazione. A quel punto ci siamo trovati nuovamente senza una casa, perché, come tutti sanno, il pala Smargiassi di Civita Castellana non è omologato per ospitare le gare di serie A. Questa notizia ha demoralizzato un po’ tutto l’ambiente ed è anche per questo che nel finale di stagione la squadra non è stata più brillantissima”.
Come mai non avete chiesto asilo a qualche altro palazzetto, come già fatto in passato a Monterotondo e Montefiascone?
“Non avrebbe avuto senso continuare a giocare lontano da Civita Castellana. Tant’è vero che, adesso che siamo in serie B, abbiamo molto più pubblico di quando facevamo la A. Molti tifosi ci hanno detto di essere contenti di rivederci finalmente a casa. Dirò di più: nei tre anni di esilio, abbiamo perso quanto di buono avevamo fatto per il territorio nelle stagioni precedenti”.
Non c’è proprio possibilità che il pala Smargiassi riceva gli adeguamenti necessari alla ri-omologazione?
“Quest’amministrazione non è intervenuta in quattro anni e non penso che possa farlo adesso, a ridosso delle elezioni. Noi non facciamo politica, non conosciamo le motivazioni per cui non ci è stato possibile rimanere a giocare nel nostro palazzetto. Resta il fatto che, quando abbiamo vinto la coppa Italia, sui giornali si parlava della Scarabeo Roma e nessuno ha citato Civita Castellana. Un peccato, anche perché noi siamo molto legati alla città”.
Tutto da rifare, dunque. Con che stato d’animo siete ripartiti dalla serie B?
“Non è stato facile, anche perché avevamo la problematica di come allestire la squadra. Non potevamo mandare allo sbaraglio un gruppo di giovani e retrocedere. Ma non aveva senso neanche fare una corazzata, perché tanto non possiamo tornare in A. Eravamo e siamo ancora adesso in un vicolo cieco”.
E alla fine, in questo vicolo cieco, come vi siete mossi?
“Abbiamo costruito un mix tra giovani ed esperti, per cercare una salvezza tranquilla. Nel frattempo stiamo lavorando molto sul settore giovanile: abbiamo una squadra di under 18 che partecipa alla serie D e una di under 16 in Prima divisione. Speriamo che in futuro la prima squadra si componga il più possibile di atleti cresciuti nel nostro vivaio”.
In realtà, tanto tranquilla questa salvezza non è. Solo l’ultima vittoria contro la Virtus Roma vi ha tirato un po’ fuori dalle zone calde della classifica…
“L’inizio di stagione è stato deludente. Purtroppo non abbiamo mai potuto schierare il sestetto titolare: De Paola è stato fuori a lungo per infortunio e Piscopo ha saltato cinque gare per squalifica. Inoltre, a gennaio saluteremo il libero Ferraro, che è stato richiesto da una squadra di A, quindi il sestetto base di quest’anno non lo vedremo mai”.
Farete qualche operazione di mercato per rimpiazzare Ferraro?
“No, al momento piena fiducia a Mezzanotte. È un giovane, potrà farsi un’esperienza importante e siamo convinti che se la caverà bene”.
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