Viterbo – Nel calcio, come nella vita, dare uno sguardo al passato può aiutare a mettere a fuoco il futuro in maniera più consapevole.
I numeri dicono tanto sulla dimensione di una squadra e quelli della Viterbese parlano di una squadra che nel 2018 ha giocato 42 partite (senza rinvii di campionato e coppa Italia sarebbero state 50).
Il bilancio complessivo è buono: 17 vittorie, 10 pareggi e 15 sconfitte con 42 reti messe a segno e 40 subite. Il miglior marcatore è Luca Baldassin con sei gol e subito dietro ci sono Jefferson a quota cinque e Mario Pacilli a quattro.
Fuori dal podio Alessandro Polidori, Bismark Ngissah, Jari Vandeputte ed Elio Calderini con tre gol, Michele Rinaldi, Claudio De Sousa, Simone Sini, Alessandro Di Paolantonio e Diego Cenciarelli con due e Daniele Celiento, Zivko Atanasov e Andrea Saraniti con una. Chiudono il numero delle reti siglate due autogol.
Un altro dato importante è quello relativo agli allenatori: ‘solamente’ tre nel 2018 (Sottili, Giannichedda e Lopez) contro i sei del 2017 (Pagliari, Cornacchini, Puccica, Bertotto, Nofri e Sottili) e Stefano Sottili protagonista assoluto.
Il tecnico toscano ha allenato praticamente sempre eccezion fatta per la parentesi di dieci giorni con Giuliano Giannichedda e l’inizio di questa stagione in cui la guida tecnica era stata affidata a Giovanni Lopez, durato appena tre gare di coppa Italia e due di campionato ma con l’onore di aver affrontato la Sampdoria a Marassi perdendo solamente 1-0.
Con l’ex Arezzo la Viterbese ha raggiunto traguardi importanti e non è difficile scovare le tre partite simbolo dell’anno: la gara con la Samp, il sold out al Rocchi nel 2-2 col Sudtirol (reti di Celiento e Jefferson prima e dopo la doppietta di Costantino) e il 3-2 esterno rifilato al Pisa negli ottavi di finale dei playoff per la serie B dopo l’1-0 dell’andata. Una serata incredibile, quest’ultima, sia per la squadra che per tutti i tifosi presenti all’Arena Garibaldi. La sequenza delle reti? Da brivido: Ingrosso per la formazione di casa, Baldassin, Rinaldi e Cenciarelli per gli ospiti e Mannini, su rigore, ancora per i nerazzurri.
La stupenda cavalcata playoff si è interrotta tra gli applausi, ai quarti di finale contro il Sudtirol più fresco per via del numero minore di gare giocate, mentre in coppa Italia la squadra ha chiuso tra le polemiche contro una doppia finale vinta dall’Alessandria grazie a un arbitraggio non proprio equilibrato nel ritorno. L’11 aprile al Rocchi ha avuto la meglio l’Alessandria per 1-0 (gol di Marconi) e il 25 aprile, al Moccagatta, hanno avuto la meglio sempre i grigi con una tripletta del solito Marconi dopo la rete iniziale di Di Paolantonio. Al di là del risultato netto a pesare sull’incontro sono stati due episodi: il rigore non concesso alla Viterbese per un evidente fallo su Jefferson quando il punteggio era ancora sullo 0-1 e il penalty dubbio concesso ai padroni di casa al minuto numero 56 che ha portato al pareggio.
Il quinto posto in campionato e le mancate minacce d’addio di Piero Camilli in estate annunciavano una stagione coi fiocchi ma la storia attuale ha detto l’esatto contrario. I due mesi in attesa di un cambio di girone mai arrivato hanno freddato l’ottimismo della piazza dopo un mercato importante (Saraniti, Polidori, Palermo e Pacilli, solo per fare alcuni nomi) e pregiudicato il campionato in maniera quasi irreversibile ma il mese di dicembre, terminato con quattro vittorie e due pareggi, ha riaperto la speranza nel cuore della squadra che potenzialmente, considerando le sette gare da recuperare, può ancora lottare per un buon piazzamento in zona playoff.
Un grande applauso, infine, ai tifosi più affezionati. Quelli che ogni domenica (e mercoledì) seguono la squadra in trasferta e nel corso dell’anno non hanno mai lasciato vuoto il settore ospiti dedicato alla Viterbese. Per il campionato di serie C una cosa del genere è un lusso che nemmeno molte squadre del sud riescono a permettersi.
Samuele Sansonetti
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY