Viterbo – “La legge di bilancio regionale cerca di fornire risposte sempre più concrete ai cittadini, aiutandoli nel quotidiano sotto diversi aspetti, sia dal punto di vista economico che lavorativo”. “In caso di elezione a segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti sarà sicuramente in grado di coniugare due impegni. E’ proprio il “modello Lazio” la chiave per rilanciare il centrosinistra nazionale”. “Basta personalismi. Torniamo, tutti insieme, a parlare alla gente e tra la gente”. “Gli amministratori non devono restare chiusi tra quattro mura bensì scendere in campo, non trascurerò mai l’ascolto degli altri”. Per Alessandra Troncarelli è stato un anno importante. Con la nomina ad assessore regionale alle Politche sociali ha portato avanti il suo impegno in un settore che conosceva già dalla precedente esperienza al comune di Viterbo con l’amministrazione Michelini. Le priorità nel 2019? “Ascoltare tutti per non lasciare indietro nessuno”.
Il 2018 è stato l’anno in cui è diventata assessore alla Regione Lazio. Ci può fare un bilancio?
“È stato un cambiamento repentino, sia dal punto di vista personale che professionale. È un grande impegno che come contropartita offre soddisfazioni altrettanto enormi. La delega alle Politiche sociali era quella che ricoprivo anche a Viterbo e questo step amministrativo locale si è rivelato fondamentale ai fini dell’incarico che ricopro ora: se prima ricevevo le delibere dalla Regione Lazio, adesso posso contribuire a semplificare i passaggi burocratici, cercando di rendere le procedure più snelle e riuscendo anche ad alleggerire i Comuni di qualche onere”.
E’ stato approvato il bilancio regionale 2019, una manovra da 3,42 miliardi. Ce ne parli.
“È una manovra che cerca di fornire risposte sempre più concrete ai cittadini, aiutandoli nel quotidiano sotto diversi aspetti, sia dal punto di vista economico che lavorativo. Viene, inoltre, promosso lo sviluppo di tutto il territorio regionale, garantendo una maggiore tutela ai Comuni, in particolare a quelli piccoli. L’ottica che ci ha inspirati parte da un presupposto ben definito: per poter rispondere attivamente ai fabbisogni della popolazione, è necessario programmare in maniera sinergica e interdisciplinare le risorse economiche”.
Quali sono i risultati ottenuti nel suo assessorato?
“Abbiamo lavorato con un obiettivo preciso: non lasciare nessuno indietro. Ci siamo concentrati sulle esigenze dei cittadini più vulnerabili e ce la stiamo mettendo tutta per venire incontro alle loro necessità. Tra i traguardi già raggiunti penso alle maggiori risorse per i piani di zona: da 31 milioni siamo passati a circa 35 milioni. C’è, poi, il bando “Comunità solidali” che ha messo a disposizione oltre 1,9 milioni di euro a favore delle organizzazioni di volontariato e delle associazioni di promozione sociale, cifra che nel 2019 aumenta a 2,2 milioni circa. Ricordo anche i 3 milioni di euro per il triennio 2018-2020 a sostegno delle famiglie dei minori in età prescolare affetti da disturbi dello spettro autistico.
Grazie al progetto “Dopo di noi”, abbiamo destinato 2 milioni di euro in favore dei disabili gravi, mentre il totale dei vari interventi per la disabilità ammonta a 11.800.000 euro. Per gli interventi in favore dell’infanzia nel 2019 ci saranno 11 milioni che nel 2021 arriveranno a 13. Penso, inoltre, ai quasi 27 milioni di euro per la proroga del reddito di inclusione negli anni 2018/2020. Per i centri anziani, la Regione Lazio ha messo a disposizione 2,5 milioni tramite l’avviso pubblico ‘Progetto Te – Lazio per la terza età’.
La stessa cifra verrà confermata per il prossimo triennio. Con l’approvazione del Bilancio abbiamo previsto 1 milione di euro per le cooperative sociali, al fine di promuoverne lo sviluppo e garantire maggiore aiuto agli svantaggiati. Inoltre, abbiamo stanziato 500mila euro per la polizia locale e altrettanti per la popolazione detenuta. Siamo anche riusciti ad approvare in commissione il Piano sociale denominato “Prendersi cura, un bene comune”, atto di programmazione molto atteso dai cittadini che è stato trasmesso al consiglio regionale e inserito all’ordine del giorno per mercoledì 16 gennaio”.
Quali le azioni messe in campo per la Tuscia?
“Dati i risultati dei vari bandi regionali su cui ho lavorato in questi mesi, posso dire che solo nella Tuscia sono arrivati ingenti contributi alle associazioni grazie all’avviso pubblico “Comunità solidali”, con una cifra che ammonta a circa 270.000 euro. Ulteriori 150.000 sono stati destinati al contrasto dell’estrema povertà, mentre i Comuni della provincia hanno potuto avvalersi di maggiori fondi grazie ai Piani di zona”.
Zingaretti è in corsa per la segreteria nazionale del Pd. Come cambierà la gestione della Regione, riuscirà a gestire entrambi i ruoli?
“Nicola Zingaretti sarà sicuramente in grado di coniugare due impegni, mettendo nell’uno e nell’altro lo stesso spirito di serietà e rigenerazione. È stato l’unico presidente di Regione a essere riconfermato nel corso delle ultime elezioni: i cittadini del Lazio gli hanno rinnovato la fiducia, riconoscendogli un modello di governo vincente, basato sulla concretezza. Ecco, è proprio il “modello Lazio” la chiave per rilanciare il centrosinistra nazionale, nell’ottica di alleanze larghe, incentrate sul fare e che siano competitive. Proprio l’esperienza amministrativa di questi anni si rivelerà utile per poter dare un forte contributo nel partito, incentrando le manovre politiche su ciò che veramente serve all’Italia”.
A Viterbo in molti dicono di voler superare le correnti, ma in realtà sembrano rafforzarsi. Come si esce da questa impasse?
“Purtroppo, in questi ultimi mesi abbiamo assistito a situazioni spiacevoli in cui si è preferita l’espulsione degli iscritti che chiedevano un confronto e un dialogo con la classe dirigente locale, invece di coinvolgere tutti all’interno di un partito che si definisce appunto democratico.
Penso al consigliere regionale Enrico Panunzi che il 4 marzo è stato rieletto per il secondo mandato e grazie al quale la provincia di Viterbo ha potuto esprimere un proprio assessore. Un riconoscimento al territorio in cui Zingaretti ha ottenuto oltre 12mila preferenze, ma anche nei confronti dell’ottimo lavoro portato avanti dal consigliere Panunzi nella passata amministrazione e che sta continuando nell’attuale. L’elezione a segretario regionale del Partito democratico di Bruno Astorre rappresenta, oggi, un cambio di passo nelle logiche correntizie che spesso hanno fatto male al partito, sfibrandone le fondamenta.
Lo slogan della sua campagna congressuale, non a caso, era “unità, umiltà e umanità”. Sono convinta che la sua guida riuscirà a sanare le fratture interne che hanno sinora indebolito il Pd, consentendo invece al partito di ritrovare la sua forza propulsiva sul territorio. Con questo senso di responsabilità nel Partito democratico torna finalmente il dialogo e il confronto costruttivo. Ora la sfida è contribuire all’affermazione di Nicola Zingaretti come segretario nazionale del Partito democratico, aggregando intorno alla sua leadership le forze riformatrici per realizzare finalmente un’alternativa politica seria. Basta personalismi. Torniamo, tutti insieme, a parlare alla gente e tra la gente”.
Quali le priorità da mettere in campo per il 2019?
“La mia priorità, alla base di tutti gli interventi che sto promuovendo, è non trascurare mai l’ascolto degli altri. Perché solo in questo modo posso capire le problematiche reali, cercando di fornire possibili soluzioni. Gli amministratori non devono restare chiusi tra quattro mura bensì scendere in campo, incontrare e toccare con mano le esigenze dei cittadini. Questo – conclude Troncarelli – è il faro che seguirò col massimo impegno per non perdere mai di vista i bisogni dei cittadini e fornire loro risposte concrete”.
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