Viterbo – (g.f.) – “Non farò carriera politica”. Gianluigi Paragone a Caffeina. Da giornalista a parlamentare (M5s), seppure a tempo.
Ma nel cortile di palazzo dei Priori non è in veste di giornalista e nemmeno di senatore, piuttosto di scrittore. Presenta il suo libro Una vita a rate, intervistato da Angelo Deiana.
La politica c’entra, ma c’entra pure alto. A cominciare dalla battaglia di Paragone: “Contro la supremazia della finanza sull’economia reale che proprio non mi piace”. Ne scrive come scrittore, ne parla come giornalista prestato alla politica. Attività che ha già una data di scadenza. Le regole del movimento non consentono deroghe.
“Si fanno due legislature – dice Paragone – e poi te ne torni alla tua professione. Non farai carriera, non diventerai un politico di professione. È una testimonianza, poi si esce”.
Un percorso. “Prima ho raccolto storie – spiega Paragone – le ho raccontate e ora provo a portarle dentro le istituzioni. Il passo è diverso e non è facile”. Come non è facile non rimanere intrappolati in certi meccanismi. E qui entra in campo il libro.
“Gli italiani – dice Paragone tornando al tema del suo ultimo lavoro – sono ancora grandi risparmiatori, ma sono pure indebitati e lo stanno diventando sempre di più. Colpa di un inganno, di chi quotidianamente ti dice: lascia stare i risparmi, non intaccare il capitale. Prendi ciò che vuoi, tanto lo paghi a rate. Così si finisce indebitati”.
E se i debiti diventano troppi, l’aria cambia. “Ti trasformi in un cattivo pagatore, sei un po’ come un infettato, non puoi più ricevere altro. Ma sono loro a portarti a questo. Oggi per acquistare auto, telefoni, tutto, ti spingono a pagare a rate”. Una vita a rate, appunto. Come il suo libro.
“Del resto – continua Paragone – perché rinunciare al desiderio? Nemmeno per sogno. C’è il flauto magico che suona e ti dice, perché rinunciare a qualcosa? Fissa un appuntamento e ti diamo il prestito che ti serve”. Se ti va male, però, chi si indebita non ha ciambelle di salvataggio. Le priorità del sistema sono altre.
“Il problema è risolvere le sofferenze bancarie. Dirottiamo l’attenzione su un oggetto, le sofferenze, perdendo di vista i sofferenti.
Quei sofferenti generano insofferenza e la scaricano sugli ultimi e diventa una lotta dell’ultimo sul penultimo”.
L’economia s’accosta alla politica. Tema ricorrente, l’uscita dall’euro. Presto per Paragone sarà un argomento superato.
“L’uscita dall’euro fra tre anni mio figlio come problema non se lo porrà. Uscirà lui dall’euro. Perché Facebook gli avrà dato una moneta. Altro che tornare alla liretta. Loro avranno la libra. Non una cripto valuta, ma moneta solida, dietro ci sono fondi americani”.
La Tav. “Quando nel 2030 sarà realizzata non ci servirà più. Amazon consegnerà le merci con droni”. Tanto per volare alto su un argomento piuttosto spinoso per i 5 Stelle.
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