Viterbo – “Nel silenzio delle parole c’è la grandezza del rapporto che lega genitori e figli”. Simona Sparaco ieri a Caffeina ha presentato Nel silenzio delle nostre parole. La vincitrice della prima edizione del premio DeA Planeta indaga i momenti in cui la vita e la morte si sfiorano diventando quasi la stessa cosa. Ad accompagnarla Massimo Gramellini, suo marito da 24 ore. Festeggiano qui il primo giorno di nozze. “Perché è un posto a cui siamo legati”, ha detto Sparaco. A intervistarli Giorgio Nisini.
Il libro è ambientato a Berlino in un palazzo. Durante un incendio.
“È lui – ha detto Sparaco riferendosi a Gramellini – il motivo che ha scatenato questo libro. Da un suo caffè che lessi sull’incendio alla Grenfell tower a Londra, che mi aveva colpito a cui ho continuato a pensare per giorni dopo averlo visto. Sentivo che da lì doveva nascerci un libro. Non volevo raccontare una cronaca ma dei gesti e dei ruoli attorno a cui ho costruito delle storie.
La vicenda si svolge in una sola giornata al termine della quale scoppierà un incendio. I lettori lo sanno subito, i miei personaggi, che vengono da diversi paesi d’Europa non lo sanno. Saranno costretti a fare i conti con le parole che non sono riusciti a dire alle persone che amano di più. Dovranno avere il coraggio di ascoltare e di conoscerle”.
Gamellini ha spiegato: “Si tratta di tre coppie di madri e figli che di fronte a un grave episodio, l’incendio, si trovano a prendere delle decisioni. Lei racconta la vicenda in maniera molto narrativa. Te la fa entrare dentro”.
È un romanzo delle famiglie. “La famiglia -ha ripreso Sparaco – è il luogo dove tutto può accadere dalle cose più belle a quelle più indicibili. Nel testo si gioca con gli stereotipi e con le idee delle diverse culture per esplorare a 360 grado il concetto di famiglia. L’ho fatto in un momento importante per me quello in cui stavo aspettando mio figlio. Ho scoperto che la data del premio DeA Planeta era la stessa della data presunta del parto. Era un segno che non mi dovevo tirare indietro e scrivere questo libro di madri e figli. Sentivo che questi drammi mi avrebbero messo in pace. Così è stato perché non è un romanzo doloroso, ma che mi ha dato tante riposte che non avevo”.
È un libro sulle età della vita: “Ogni età ha le sue grandi sfide – ha continuato l’autrice -. Ognuno dei miei personaggi deve affrontare una grande prova, quella di mettere a fuoco se stesso. I personaggi stanno incontrando un destino che li cambierà per sempre”.
Se dovesse usare tre parole per descrivere il libro, Gramellini userebbe: “Litigi, che ci sono stati tra noi durante la stesura, lacrime perché ho pianto leggendo le ultime 50 pagine, e poi mamma perché è un termine a cui tengo molto”.
I personaggi durante l’incendio “non hanno paura – ha detto Gramellini – nel corso del libro. Noi ce l’abbiamo per cosa? Per niente. Per qualcosa che non conosciamo. Il contrario dell’amore è la paura, non l’odio. L’odio è solo il frutto della paura”.
Gramellini ha chiesto alla moglie perché avesse scelto quel titolo per il libro e non quello che lui gli aveva suggerito: “Il silenzio delle parole – gli ha risposto l’autrice – non è solo un ossimoro già usato, ma c’è la grandezza del rapporto che lega genitori e figli. Le parole sono un ponte per accorciare le distanze. Per me era il più azzeccato”.
Per Gramellini, nel libro, Sparaco ha saputo raccontare i legami umani. Grazie all’incendio, che è una situazione improvvisa, i personaggi sotto pressione devono prendere delle decisioni e qui si rivela davvero la natura umana. Il libro ti fa capire quanto alla fine sia importante parlare con le persone che amiamo”.
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