Viterbo – “I prodotti finanziari sono diventati prodotti come gli altri e le banche si affidano ormai a esperti di marketing per pubblicizzarli”. Partendo dalle stesse pubblicità delle banche e dal loro ingannevole messaggio, Gianluigi Paragone ieri sera ha presentato a Caffeina il suo ultimo libro, La vita a rate, edito da Piemme.
Il giornalista, che è stato vicedirettore del quotidiano Libero e poi di Rai1 e Rai2 e che dal 2013 ha condotto La Gabbia su La7, mette in evidenza come il termine “debito” sia sempre più usato. Il mondo della finanza sta spingendo sempre più a un progressivo indebitamento. “Ma se poi qualcosa inizia ad andare male – afferma Paragone – la colpa è solo tua che hai voluto tutto senza poterlo mantenere. Si perdono i diritti in questo modo. E non c’è più nessuna battaglia in difesa del lavoro. Non c’è più il concetto di lotta di classe. Il lavoro così si svilisce. Con l’occupazione ci si fanno le statistiche. Con il lavoro, invece, stai dentro la costituzione”.
Non manca una domanda sul nuovo incarico politico: “È pentito di aver accettato?”. Dal 2018, infatti, è stato eletto senatore con il M5s. E Paragone risponde: “No, non sono pentito, anche se è solo una fase. Il bello di questo incarico, su invito del M5s, è che non diventerò un politico di professione. È un’esperienza. Che sta dentro anche alla grammatica del movimento. Al massimo si possono fare due legislature e poi tornare alla tua vita”.
E poi aggiunge: “Io vengo da un’esperienza di scoutismo. Baden-Powell diceva “lascia il posto migliore di come l’hai trovato”, e io l’eco di questa esperienza lo ritrovo un po’ nello spirito con cui il movimento propone le candidature. Tu porti la tua testimonianza dentro le istituzioni, per poi riuscirne”.
Un altra domanda: “Tendenzialmente veniamo descritti come un grande popolo di risparmiatori. Ma attualmente quanto sono indebitati gli italiani?”
“Sono indebitati tanto e si stanno indebitando sempre di più – spiega Paragone-. Perché l’inganno è questo: non intaccare i tuoi risparmi. Ti diamo la possibilità di prendere quello che vuoi ma devi pagarlo a rate”.
È così che Paragone ribadisce ancora quanto sia potente il grande inganno della modernità: “Ti costruiscono l’indebitamento con le stesse tecniche di marketing di un qualsiasi prodotto. Ma quando tu non riesci più a pagare, diventi un “cattivo pagatore”. Cattivo deriva dal latino “captivus”, cioè prigioniero. La vittima viene così colpevolizzata: ha voluto vivere al di sopra delle sue possibilità e dunque per questo è colpevole”.
In chiusura poi, alla domanda su quali potrebbero essere le vie per frenare questa spirale debitoria risponde che “pur essendo il mondo finanziario più forte anche di quello politico, l’unico modo per contrastare questa situazione è quello di usare la consapevolezza come un’arma”.
E infine.
“Io non voglio fermare la finanza né la modernità – afferma Paragone –. Già essere consapevoli di regole e di possibilità, già sapere cosa ti può accadere se ti franasse tutto addosso, è un passo verso la soluzione. Oggi attaccare un politico è più facile che attaccare il mondo finanziario. Quando riesci a farlo poi – e con la gabbia ci eravamo riusciti bene – diventi pericoloso”.
Silvia Nizzoli – Tusciaweb academy
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY