Viterbo – “Quella volta che decisi di smettere di giocare per due tunnel di Messi…”. Un ironico Billy Costacurta ha presentato ieri a piazza San Lorenzo a Caffeina il libro scritto col telecronista Sky Marco Cattaneo Il calcio e lo scolapasta.
Una divertente serata tra finte telecronache, risate e numero della bicicletta eseguito sul palco. Con un messaggio di Costacurta a Maldini…
“Sono estasiato dallo scenario che ho intorno – ha detto Costacurta prima di iniziare -. Voi magari ci siete abituati,
ma è incredibile la sensazione che dà”.
Dopo aver ricordato le due volte che era stato nella città dei papi, il calciatore, bandiera del Milan, ha spiegato di aver scritto il libro per raccontare il calcio ai piccoli.
Ci sono tre protagonisti: “Questo – ha raccontato Cattaneo – è il primo di una serie che speriamo sia lunga. La storia ruota intorno a Camillo che a causa di un asteroide caduto nel suo giardino da quel giorno sa tutto del calcio. Abbiamo scelto un personaggio conosciuto dai bambini, è cioè Lionel Messi, uno dai conosciuto dai padri, l’imbattibile portiere extra-large William Foulke e Arrigo Sacchi che è legato a Billy per una serie di aneddoti”.
Il libro è scritto con una vena simpatica. “Esce fuori – racconta Costacurta – un Sacchi che è un genio per i suoi metodi strani e la sua maniacalità. Prima di ogni partita non voleva si ridesse o parlasse. Per noi era strano. Quando andavamo in ritiro dalle 8 alle 20 ci massacrava parlandoci perché voleva imparassimo atteggiamenti che dovevamo fare in campo. Solo che i suoi discorsi andavano avanti oltre l’orario. Anche in stanza. Per evitarli, però, appena Sentivamo l’inconfondibile rumore delle sue ciabatte che lo precedevano, spegnevamo la luce e fingevamo di dormire.
Sono aneddoti che ho iniziato a raccontare a mio figlio e che poi ho visto che gli interessavano. Da qui, dopo l’incontro con Marco Cattaneo è nata l’idea di farne un libro”.
Ancora sui protagonisti.
“Li abbiamo scelti – dice ancora Costacurta – perché quando erano bambini volevano fare i calciatori. Foulke però era troppo grande, Sacchi veniva sempre lasciato per ultimo nelle formazioni dell’oratorio. Mente Messi nasce con un problema”.
Spiega Costacurta: “Avevo 40 anni e giocammo un’amichevole contro il Barcellona. Gli ultimi due minuti, Ancelotti mi chiese di scaldarmi, quando vedo Messi, che all’epoca ne aveva 16, ma era alto come un bambino di qualche anno di meno. Chiesi chi fosse e mi risposero ‘vedrai’. In effetti, in campo, mi fece due tunnel e due dribbling. Da lì probabilmente decisi di smettere di giocare”.
Su Gianfranco Zola e Antonio Conte: “A un ritiro – racconta Costacurta – durante i pasti, loro presero il posto a tavola vicino a Sacchi. Non facevano che parlare.
Solo che, alla prima partita, Zola venne espulso dopo due minuti dall’ingresso in campo, forse per la tensione accumulata durante i discorsi con Sacchi che faceva sempre tutti quei gesti. Mentre Conte deve aver appreso così tanto che è diventato il più grande allenatore italiano del momento”.
L’ex difensore del Milan ha rivelato: “Maldini (ora sono responsabile dell’area tecnica, del club rossonero, ndr) da sempre è stato per me un consulente nel senso che ha una memoria incredibile e quando mi chiedono di fare interviste su partite, lo chiamo. Ora che che mi doveva chiamare lui invece mica è partita una telefonata… Sto stronzo”, ha ironizzato sulla possibilità di un incarico dirigenziale nella squadra.
Sui suoi miti: “Il mio idolo è Marini, ex capitano del Varese. Poi al Milan, mi sono trovato di fronte il monumento Franco Baresi”.
Costacurta poi ha rivelato il nome dell’attaccante che, in difesa, lo ha messo più in difficoltà: “Ronaldo il brasiliano, non ci faceva dormire la notte. Era micidiale e ci faceva fare figure barbine”.
Su chi fosse un extraterrestre ha detto: “Ho giocato con 14 palloni d’oro e dirne uno non è facile, ma forse Van Basten, Sheva e Baggio. Difficile dire chi fosse più bravo”.
Un consiglio ai piccoli che volessero seguire le orme dei due ospiti. Ha iniziato Cattaneo: “Ci vogliono passione, entusiasmo, bisogna non prendersi mai sul serio e divertirsi… poi ovviamente ci vuole parecchia fortuna. Quando il divertimento scema negli anni, va ricercato nelle piccole cose che non hanno necessariamente a che fare per l’azienda per cui lavori. Scrivere questo libro ne è l’esempio. Vedere i bambini che si divertono nel leggere, mi è piaciuto. Per trasmettere quei valori che fanno amare questo lo sport”.
Poi ‘zio Billy’: “Molti mi chiedono quanti sacrifici ho fatto per fare questo lavoro. Io però vivevo per questa passione, quindi non mi è pesato nulla. A 14 anni sono stato preso dal Milan e dovevo fare l’allenamento a Milano, mentre io ero di Gallarate, quindi percorrere 50 km di treno. Erano gli anni dell’attentato alla stazione di Bologna e ho avuto la fortuna di avere mia madre vicino che mi accompagnava. Ha visto cosa c’era nei miei occhi e mi ha aiutato a seguire questo sogno”.
Paola Pierdomenico
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