Riad – (b.b.) – Nessun effetto “altalena”. Ma un’unica grande ondata di Coronavirus che ha colpito l’Arabia Saudita da inizio marzo e che solo adesso sta allentando la presa.
Contrariamente all’Europa e a gran parte del mondo che in queste settimane si trovano a fare i conti con un nuovo e massiccio aumento di contagi, l’Arabia Saudita sta registrando sempre meno positivi. Lontani dai numeri a quattro cifre di giugno, luglio e agosto, i bollettini giornalieri, da inizio ottobre, si attestano intorno a una media di circa 400 contagi quotidiani. 471 quelli registrati l’11 novembre, 392 il giorno successivo.
I dati Covid-19 in Arabia Saudita diffusi dall’Organizzazione mondiale della sanità
E se il numero dei positivi continua lentamente ma costantemente a scendere, segue lo stesso trend anche il dato relativo alla mortalità per Covid-19. In questo senso, i numeri peggiori, in Arabia Saudita, si sono registrati in piena estate, parallelamente al record di diffusione del contagio: il 6 luglio sono morte 58 persone. Ad oggi, coloro che nella penisola saudita non sono riusciti a sconfiggere il virus sono 5mila 590, su un totale di 351mila 849 casi totali.
Un dato sulla situazione nel paese salta subito agli occhi: il tasso di mortalità da Covid-19 in Arabia Saudita è uno dei più bassi al mondo. A rivelarlo, uno studio pubblicato sul Saudi Pharmaceutical Journal, “Importance of early precautionary actions in avoiding the spread of COVID-19: Saudi Arabia as an Example”. Stando a quanto emerso, il dato sarebbe dovuto alla qualità del sistema sanitario saudita, ai servizi garantiti negli ospedali del paese e alle misure precauzionali adottate tempestivamente dal governo di Riad. Come la chiusura delle grandi moschee e dei luoghi di culto, riaperte ai fedeli solo poche settimane fa.
I dati Covid-19 in Arabia Saudita diffusi dall’Organizzazione mondiale della sanità relativi al 12 novembre
Secondo i dati sull’emergenza diffusi dall’Organizzazione mondiale della sanità, l’Arabia Saudita si colloca al momento in una zona di “sporadic cases”, ovvero di casi sporadici. Il secondo tipo di scenario, ipotizzato dall’Oms, appena sopra il livello 1, che non prevede alcun contagio confermato.
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