Copenhagen – L’abbattimento di milioni di visioni è il tema d’attualità da giorni in tutta la Danimarca. Ed è diventata una questione di ambiente, di salute, di economia ma anche di politica.
A inizio dicembre il governo danese ha disposto l’abbattimento di tutti gli esemplari di visioni allevati nel paese, perché alcuni di loro sono stati contagiati da un ceppo del Coronavirus molto resistente e diverso da quello attualmente in circolazione tra gli uomini. “Il virus mutato rappresenta un rischio per l’efficacia di un futuro vaccino contro il Covid 19 – aveva dichiarato la premier Mette Frederiksen -. Abbiamo una grande responsabilità nei confronti della nostra stessa popolazione, ma con questa mutazione abbiamo una responsabilità ancora maggiore anche verso il resto del mondo”. La Danimarca è il più grande allevatore al mondo dei piccoli mammiferi preziosi per la loro pelliccia, utilizzata per sciarpe e cappotti. Si è proceduto all’abbattimento di tutti i circa 17 milioni di esemplari presenti in Danimarca.
Alla notizia che la legge danese non consentiva l’abbattimento collettivo di tutti i visoni, il clima politico nazionale si è surriscaldato. Secondo le normative vigenti, infatti, sarebbero potuti essere uccisi solamente i visoni all’interno degli allevamenti dove c’erano dei casi confermati di positività al Covid e quelli negli allevamenti presenti entro un raggio di 7,8 chilometri da altri siti con contagi. Abbatterli tutti sarebbe stato illegale. È quindi stata fatta approvare tempestivamente una legge ad hoc che consentisse l’abbattimento e che ha vietato l’allevamento di visioni in Danimarca fino al 2022. Il polverone politico e mediatico che si è alzato ha portato il ministro dell’Agricoltura Mogens Jensen alle dimissioni.
Un nuovo problema si è presentato quando sono iniziati gli smaltimenti dei cadaveri dei visoni abbattuti. Inizialmente alcune carcasse sono state interrate a meno di un metro di profondità, ma, sospinti dai gas rilasciati dalla decomposizione, le salme sono riaffiorate al suolo. Si è quindi deciso di costruire una enorme fossa comune, stavolta scavata più in profondità. Ma si è scoperto che il sito scelto era troppo vicino a fiumi e laghi e che il rischio di contaminazione delle acque è molto alto.
La premier danese Mette Frederiksen in lacrime
Due giorni fa la premier danese Mette Fredericksenin in visita a un allevamento di visoni non è riuscita a trattenere le lacrime e si è personalmente scusata per la gestione della situazione. “Considero di dover presentare le scuse per lo svolgimento dei fatti. Non ho alcun problema a farlo. Sono stati commessi alcuni errori – ha dichiarato Mette Fredericksen -. Due generazioni di allevatori molto esperti si sono visti distruggere in pochissimo tempo il lavoro di una vita. Non è colpa degli allevatori, ma del Coronavirus se l’industria non può riprendere”.
Il governo ha proposto agli allevatori un risarcimento complessivo di circa 380 milioni di euro. La somma di denaro è stata giudicata da alcuni irrisoria e lunghi cortei di trattori hanno sfilato nella capitale del paese.
Dati Covid in Danimarca – Oms
Stando ai dati riportati dall’Organizzazione mondiale della sanità, i casi confermati di contagio da Coronavirus nell’uomo dall’inizio della pandemia sono 76 718 e le morti 816. Nelle ultime 24 ore i nuovi contagi sono stati 1323.
Dati Covid in Danimarca – Oms
“Siamo in uno status quo – ha detto Christian Wamberg, primario dell’unità di terapia intensiva dell’ospedale Bispebjerg di Copenhagen in un’intervista al quotidiano Jyllands Posten -, dove abbiamo più o meno lo stesso numero di infetti ogni giorno, ma ci sono segnali di un leggero aumento di pazienti negli ospedali e in terapia intensiva. Se questa tendenza continua, diventeremo più impegnati negli ospedali. Ci stiamo avvicinando al limite massimo di ciò che possiamo gestire”.
Alessio Bernabucci
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