Stoccolma – Non più consigli e raccomandazioni individuali. L’approccio delicato e non invasivo che la Svezia ha tenuto durante la prima fase dell’emergenza Covid sembra non essere più sufficiente per affrontare questa seconda ondata autunnale.
Se a marzo i contagi in Svezia si attestavano attorno a un centinaio al giorno, ora hanno superato quota 4mila contagi quotidiani. Sono 146mila i casi totali di positività in Svezia dall’inizio della pandemia e i morti sono oltre 6mila.
Le misure su cui la nazione scandinava aveva fatto maggiormente riferimento durante la prima ondata era stata l’immunità di gregge, sperando in una difesa immunitaria capillare. Ma ora la situazione sembra essere ben diversa rispetto a quella di marzo, e gli ospedali svedesi iniziano ad essere sovraccarichi di lavoro. “Il 20% dei pazienti ricoverati nelle terapie intensive è affetto dal Coronavirus – ha dichiarato Lena Hallengren, ministra della salute -. La Svezia è già sulla buona strada per decretare alcune grandi chiusure”.
Tra i vari motivi che spesso vengono citati come cause per cui il governo svedese non si è mai spinto a decretare chiusure generalizzate ed estese, c’è il fatto che la Costituzione svedese non prevede la possibilità di uno “stato di emergenza” in tempi di pace. Questo non esclude, comunque, l’ipotesi che il governo possa disporre misure restrittive. Il Parlamento aveva appositamente approvato una legge temporanea, scaduta a luglio, che avrebbe consentito al governo di varare chiusure di scuole, negozi e attività. Ipotesi mai messo in atto.
“Sempre più posti di cura intensiva sono occupati da gravi pazienti malati di Covid – ha commentato Stefan Lofven, primo ministro svedese -. Si vede che la crescita dei contagi va peggiorando in diverse regioni del paese. La piccola tregua di quest’estate è finita. La situazione ora è molto grave”. Il premier ha fatto sapere inoltre di essere entrato in contatto di recente con un positivo e ha deciso, insieme alla moglie, di autoisolarsi volontariamente.
Tra le nuove misure che il governo si appresta a varare per limitare la diffusione dei contagi, ci sarebbe l’obbligo della mascherina all’aperto e sui mezzi pubblici e il limite massimo di 8 persone ai tavoli di bar e ristoranti. Sarà incoraggiato il più possibile il ricorso allo smart working. La Svezia è stata inserita dal Regno unito nella lista delle nazioni per cui i viaggiatori in ingresso dovranno sottoporsi a un periodo di quarantena di 14 giorni.
“Le misure comporteranno grandi sacrifici e limitazioni per tutti – ha aggiunto il presidente Lofven -. Siamo noi tutti, insieme, a decidere se riusciremo a combattere l’ondata di contagi”.
Alessio Bernabucci
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY