Nuova Delhi – Sono oltre 9 milioni i contagi da Coronavirus registrati in India dall’inizio della pandemia. L’India è il secondo paese più colpito al mondo, dopo gli Usa, per numero totali con contagi.
Nonostante i nuovi casi giornalieri siano in costante calo nelle ultime settimane, i dati registrati dall’Oms, aggiornati al 19 novembre, segnano 9.004.000 contagi complessivi da inizio pandemia e 132.162 morti. Nelle ultime 24 ore i nuovi casi sono stati oltre 45mila e i decessi 585. I contagi stanno ancora crescendo nella capitale Nuova Delhi, ma nel resto delle regioni la curva è discendente.
Due giorni fa il primo ministro indiano Narendra Modi ha chiamato telefonicamente Joe Biden per congratularsi in merito alle elezioni presidenziali e per confrontarsi sui temi caldi di questo periodo, in particolare sulla gestione della pandemia. “Abbiamo ribadito il nostro fermo impegno – ha chiarito il presidente – per la cooperazione strategica indo-statunitense e abbiamo discusso le nostre priorità e preoccupazioni condivise: pandemia Covid-19, cambiamento climatico e cooperazione nella regione indo-pacifica”.
Covid in India
“La pandemia ci ha dimostrato che anche le città che sono i nostri motori di crescita sono vulnerabili – ha dichiarato il premier Narendra Modi -. Molte città in tutto il mondo si sono dichiarate sull’orlo della recessione economica. La domanda più grande davanti al mondo intero è come ricominciare. Il riavvio non sarà possibile a meno che non ripristiniamo le nostre mentalità, processi e pratiche. Penso che gli sforzi di ricostruzione storica dopo le due guerre mondiali possano darci diverse lezioni”.
Su un totale di 1,3 miliardi di abitanti che risiedono nella penisola indiana, i positivi al Covid rappresenterebbero lo 0,7% del totale. Un numero contenuto se paragonato, ad esempio, al 2,1% dell’Italia o al 3,1% della Francia.
Covid in India
Secondo due studi, condotti dal Council of scientific and industrial research, e riportati dalla Bbc, nei paesi meno industrializzati il tasso di mortalità del Covid sarebbe minore perché il sistema immunitario degli abitanti sarebbe più rafforzato.
“Le persone nei Paesi più poveri sembrano avere una risposta immunologica migliore rispetto a quelli più ricchi – ha affermato Shekhar Mande, autore principale di uno degli studi riportati dalla Bbc -. Non era inaspettato che il Covid 19 avrebbe avuto conseguenze catastrofiche nei paesi a reddito medio”. La maggiore esposizione a vari agenti patogeni sin dalla nascita potrebbe rafforzare il sistema immunitario e sviluppare una qualche resistenza al Covid. Nello specifico, sembrerebbe che le morti siano inferiori nei paesi i cui abitanti sono maggiormente esposti a batteri gram-negativi, responsabili di polmonite grave, sangue e vie urinarie e infezioni della pelle. Gli scienziati ribadiscono che si tratta solamente di una “teoria dell’igiene”.
Alessio Bernabucci
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