Ankara – Se fino a poche settimane fa la Turchia era considerata una delle nazioni meno colpite dal virus, ora d’improvviso è una delle più colpite. Non è una magia, ma una nuova modalità – più chiara e trasparente – di conteggio dei casi di infezioni da Covid.
I dati diffusi dalle autorità turche, infatti, avrebbero segnalato fino alla scorsa settimana come affetti da Coronavirus solo i pazienti sintomatici. Dalla scorsa settimana il governo ha iniziato a rendere noti anche gli asintomatici, portando i numeri complessivi dei casi nel paese ben più in alto. Lo scorso mercoledì il numero di nuovi casi conteggiati di infezioni giornaliere è passato in un giorno da circa 7mila a oltre 28mila.
Stando ai dati riportati dalla John Hopkins University, nelle ultime 24 ore i nuovi positivi sono 30 110 e i decessi 190. I casi totali di contagio dall’inizio della pandemia sono quasi 670mila e i morti complessivi quasi 14mila.
I dati sul Covid in Turchia diffusi dall’Organizzazione mondiale della sanità
L’Associazione dei medici turchi avvertiva da mesi che i dati governativi celavano la gravità della situazione sanitaria nel paese. Una comunicazione sui dati sanitari che, ancora oggi, secondo l’Associazione dei medici turchi, non sarebbe ancora trasparente. L’associazione denuncia che i dati sul contagio sono ancora ribassati e che i nuovi contagi giornalieri potrebbero addirittura aggirarsi attorno alle 50mila unità.
“Possiamo sconfiggere l’epidemia solo attraverso un processo trasparente” ha commentato il sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu, appartenente al principale partito di opposizione.
La Turchia ha deciso di introdurre nuove misure restrittive. Coprifuoco notturno dalle 21 alle 5 più un lockdown totale durante il fine settimana. “Alle persone di età pari o inferiore a 20 anni e a quelle di età pari o superiore a 65 anni è vietato utilizzare i mezzi pubblici” ha affermato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan.
Ekrem Imamoglu, sindaco di Istanbul
Lo scorso 12 novembre era stata introdotta una legge che vieta di fumare negli spazi affollati all’aperto, nelle piazze e alle fermate dei mezzi pubblici. “Le persone che fumano emettono un respiro prominente – ha spiegato Afşin Emre Kayıpmaz, del Comitato, del Comitato scientifico turco -, di conseguenza il fumo messo in circolazione ha la possibilità di trasmettere di queste particelle. Si deve stare ancora più distanti dai fumatori. Inoltre mentre si fuma ci si toglie la mascherina e, quando lo si fa insieme ad altri, la probabilità di contagiarsi aumenta”.
La Turchia ha intenzione di partire con le vaccinazioni dall’11 dicembre. Per quanto riguarda i vaccini, vogliamo iniziare con intensità a dicembre” ha spiegato il ministro della Salute Fahrettin Koca. Entro dicembre dovranno arrivare 10 milioni di dosi del vaccino cinese Sinocav, a gennaio altre 20 e a febbraio ulteriori 10 milioni. Il presidente Erdogan ha precisato che il vaccino sarà gratuito e ha riferito di aver discusso col presidente della Russia Vladimir Putin a proposito di un possibile acquisto turco del vaccino russo.
Caratterizzata da una crescita economica decisa e costante dall’inizio degli anni 2000, con l’arrivo della pandemia e con le necessarie misure di contenimento, anche la produzione turca ha subito una forte battuta d’arresto.
Intervenendo a proposito dei recenti scontri diplomatici tra Turchia e Francia, il presidente Erdogan aveva parlato di due virus che affliggono l’Europa: il Covid e “il virus dell’islamofobia”. Il dibattito, dai toni decisamente accesi, ha visto, tra l’altro, vignette satiriche contro Erdogan da parte del periodico Charlie Hebdo e accuse di discriminazione della religione islamica, dopo l’attentato del professore Samuel Paty.
Alessio Bernabucci
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