Soriano nel Cimino – Quelli che con la cultura non si mangia. Quelli per i quali non vale la pena di spendere soldi per ciò che fu e che inevitabilmente sarà. Quelli che sbadigliano se non sentono il frastuono delle polemiche a vuoto a cui ci ha abituato una politica molto triste.
Urlate adesso, per favore, perché è indegno invece lasciar marcire i nostri tesori culturali. La Torre di Pasolini a Chia ne è la dimostrazione. Lo Stato, la regione Lazio, davvero vogliono farci credere di non avere un gruzzolo da ottocentomila euro per evitare che un patrimonio dell’Italia debba finire in destinazione ignota?
E che ci stanno a fare ministeri, assessorati, direzioni generali, se non si riesce ancora a trovare una soluzione al di là delle encomiabili parole di destra e sinistra? A che servono le parole se non ci scatenate sopra una campagna politica e culturale nel vero senso della parola?
Ho sorriso quando ho letto le parole del buon Enrico Panunzi: “Si è avviato un percorso di interlocuzione con il Mibact per un iter condiviso di tutela e valorizzazione della torre di Chia”. E quindi? Che succede? Avete parlato con il ministro Franceschini? Vi ha risposto? Ha indicato la strada per acquisire al patrimonio pubblico la Torre di Chia? Che vuol dire “interlocuzione” dalle parti di Mosca, compagne e compagni?
Non bastano più le giaculatorie, i rimpianti, le denunce: il ministero dei beni culturali di soldi ne ha e tanti. E il titolare del dicastero non avrebbe certo difficoltà a farsi firmare un assegnino dal ministro dell’economia Gualtieri. E’ l’ora di capire quante priorità ci siano nell’azione di un governo della cultura e dei suoi gioielli di famiglia. Pasolini fu artista amato dal popolo, persino quando veniva schernito.
Perché il potere della parola lo padroneggiava da par suo. E oggi non riusciamo a rendergli il tributo che merita? Ve lo dobbiamo ricordare noi, uomini di destra?
Se non lo fa lo Stato, lo faccia la regione Lazio. Chi ha gettato al vento decine di milioni di euro persino per mascherine mai giunte a destinazione – per non parlare d’altro – non micragni su soldi che sarebbero benedetti. Perché renderebbero permanente il valore di quella Torre e dello scrittore che se ne innamorò. Della memoria dei grandi continuiamo ad aver bisogno. A partire dalle personalità più controverse il cui ricordo nessuno riuscirà a spegnere.
Francesco Storace
Multimedia: La Torre di Pier Paolo Pasolini – Pier Paolo Pasolini nella casa studio di Chia – Video: La casa dove Pasolini visse i suoi ultimi anni
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