Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Gentile direttore Carlo Galeotti, intervengo con piacere nel dibattito intorno alle sorti della nostra Viterbo perché ritengo, innanzitutto, che ci sia bisogno, molto bisogno, di riflettere, di discutere, di confrontarsi per evitare di finire in una crisi, di cui abbiamo davanti agli occhi tutte le avvisaglie, ogni giorno più difficile da affrontare e risolvere.
Luigi Maria Buzzi
Molti di coloro che sono intervenuti finora hanno rilevato, e io con loro, l’incapacità di questa amministrazione a confrontarsi nel merito: di una visione per il futuro; dei provvedimenti quotidiani; della ordinaria come della straordinaria amministrazione.
Chi ha avuto l’onore di servire la propria città ricoprendo incarichi di governo sa quanto sia difficile, nelle condizioni attuali, risolvere questioni complesse a colpi di bacchetta magica. Proprio per questo e con lo spirito di servizio con cui sempre abbiamo interpretato il nostro impegno politico (mio personale e della comunità politica che rappresento), abbiamo svolto il nostro ruolo di opposizione in maniera severa ma disponibile, attenta e non condizionata da pregiudizi.
Ricordo la veemenza degli interventi in consiglio comunale delle sindaca Frontini quando sedeva sui banchi dell’opposizione. Ogni questione era ridotta a un’inezia e la soluzione ovviamente era dietro l’angolo, pronta ad essere utilizzata non fosse che per l’insipienza della giunta precedente nessuno era in grado di coglierla.
Questo atteggiamento, trasferito sui banchi della maggioranza, ha fatto e fa i danni che constatiamo nostro malgrado ogni giorno.
E non parlo della ordinarissima amministrazione su cui molto ci sarebbe da dire (decoro e sicurezza prima del resto) ma con maggiore preoccupazione rivolgo sguardo e pensieri alla totale assenza di programmazione, di confronto con la città; alla totale mancanza di una visione per il futuro a parte la furia iconoclasta verso il passato di cui però si utilizzano (male, me lo lasci dire) progetti e risorse.
Risorse copiose che invece di cambiare il volto della città come avrebbe dovuto essere la stanno trasformando in un incubo per i cittadini e per i pochi turisti che si avventurano da queste parti.
A tale riguardo, è interessante osservare (per le evidenti connessioni tra stile comunicativo e proposta politica) il mutare della strategia della comunicazione della sindaca nel corso del tempo: siamo passati dai video emozionali dei primi mesi di amministrazione in cui sembrava di vivere nel mondo fatato di qualche produzione Disney al silenzio quasi tombale di molte settimane fino al recente ritorno, sulle principali piattaforme social, da un lato di contenuti in cui vengono sbandierati risultati in ogni campo e, dall’altro, in cui la sindaca è tutt’uno con la città e guai a chi la critica perché la critica alla attuale amministrazione diventa la critica a Viterbo stessa.
Il tentativo di negare l’evidenza dei fatti con una narrazione a uso e consumo dei propri sostenitori mi pare non stia dando i risultati sperati: troppe le cose che non funzionano; troppa l’arroganza nella gestione della cosa pubblica; troppa la scarsissima considerazione e pochissimo il rispetto dei luoghi in cui si esercita la democrazia attraverso cui governare la città.
Democrazia che è fatta di ascolto, di confronto serio e di rispetto delle procedure.
Vedere come è ridotta la città fa davvero male a chi ha a cuore Viterbo.
Chiudo ancora una volta con un invito: perché a questa discussione, ad oggi, non ha partecipato nessuno degli autorevoli rappresentanti della lista che ha la maggioranza in consiglio comunale? Perché nessuno tra i consiglieri comunali, tra gli assessori, ad oggi, ha sentito il bisogno di dire la sua, di metterci la faccia, di rivendicare il lavoro svolto finora, di spiegare dove stiamo andando a parare?
Perché nessuno ha sentito e sente come un dovere quello di contribuire a pensare il futuro della città che tutti amiamo pur nella diversità delle idee e dei ruoli ricoperti?
Io credo che dobbiamo avere la capacità di andare oltre le strettoie di una conversazione che rischia di diventare la difesa ad oltranza del proprio orticello, passato e presente.
E penso che possiamo farlo solo continuando a parlarne, moltiplicando le occasioni di confronto, stimolando politica, imprese e cittadini, a riprendere in mano il nostro comune futuro.
Luigi Maria Buzzi
Coordinatore circolo FdI Viterbo
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