Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Gentile direttore Carlo Galeotti, potremmo parlare giorni interi di ciò che non va con il nuovo governo civico della città. E la Lega lo fa. Puntualmente interveniamo con un approccio sempre costruttivo. Chi amministra, o lo ha fatto, sa che non tutto è perfetto, e le difficoltà per chi si mette sulle spalle la gestione di un’intera città, e della comunità, sono sempre dietro l’angolo.
Andrea Micci
Quello che mi sento di rimproverare alla gestione Frontini, nell’ottica del futuro di questa città, non è l’erba alta o il tombino otturato o le buche, quanto la furia demolitrice che ha dimostrato verso tutto ciò che è stato fatto prima di lei, un sentimento trasformato in azione, che si è anche tradotto in una totale chiusura con la minoranza in consiglio comunale, con larghi ambienti cittadini, con tutti quelli, in definitiva, che la pensano diversamente da lei, additando la differenza di pensiero come un male per la città, un “virus” da combattere, piuttosto che un arricchimento del proprio agire.
Abbiamo visto trasformare l’appuntamento con il destino del primo sindaco donna della città, come una sorta di anno zero, un solco per dividere la catastrofe, ossia chi e cosa c’era stato prima di lei, da una sorta di età dell’oro annunciata con la sua proclamazione, ma che oggi, se si può chiamare tale, è solo per la valanga dorata di euro lasciata in dote proprio da quel passato che ha sempre condannato e criticato.
Chiara Frontini
Radere al suolo una cosa, solo perché fatta da altri, pure in assenza di idee alternative, cambiarne altre, calandole dall’alto e bruciando i tempi necessari alla città per abituarsi al nuovo, chiudersi al dialogo, inferocirsi contro i presunti errori degli altri, pure molto tempo dopo che a governare è lei e non più loro, questi sono gli atteggiamenti a mio avviso deleteri che abbiamo visto nella prima metà del mandato Frontini e quelli che hanno fatto veramente male alla città e ai viterbesi. Per il futuro ci auguriamo di non vederne più.
Per amore di verità va detto che ciò non si è esteso ai componenti di tutta la sua giunta, qualcuno dagli atteggiamenti più miti, profili discreti, leali nel riconoscere anche i meriti degli altri. Quello di cui questa città ha bisogno, a mio avviso, è ritrovare un clima sereno, una politica che non si accanisca sull’avversario in quanto tale, che sappia fare autocritica, ascoltare e, se necessario, anche tornare indietro.
Serve una nuova sensibilità, un innalzamento del dibattito, che esca dal lavatoio e si sieda al tavolo dei temi, un’attenzione ai programmi e alle scelte migliori da fare e non una difesa a oltranza delle proprie idee, pure se inadeguate. Sicuramente a questa città non serve una lotta a chi è più bravo, soprattutto se combattuta a chi la spara più grossa e più cattiva, e non sui i risultati. Se questo cambiamento avverrà, allora si farà veramente il bene della città, si riuscirà a farla funzionare come si deve e a garantirle il futuro che merita.
La Lega è un partito del fare, priorità sempre ribadita, pure quando la sua realizzazione ha richiesto l’abbattimento degli steccati ideologici. E in futuro sarà ancora così: pronti a dialogare con tutti e a portare il nostro contributo a vantaggio della città.
Andrea Micci
Consigliere comunale Lega
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