Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Direttore Carlo Galeotti, facendo seguito al suo articolo, come presidente del “Cuore nella Tuscia”, sento l’esigenza di condividere a pieno il suo sfogo, che è lo sfogo di tutti quei cittadini, imprenditori, commercianti, che hanno creduto in questa ipotesi di cambiamento, purtroppo, mai avvenuto.
Marco Pallucca
Noi abbiamo supportato il movimento della sindaca e abbiamo messo la faccia in una campagna elettorale ricca di buoni propositi e di slogan affabili e inclusivi, ma ben presto ci siamo resi conto che quelle erano soltanto parole vuote, parole che non avrebbero poi avuto un riscontro nella realtà. Ma non voglio, in questo momento, soffermarmi e dilungarmi sulle mie e le nostre vicissitudini alle ultime elezioni ma focalizzarmi su ciò che lei ha riportato.
Io definirei gli ultimi due anni come anni di non politica, anni in cui il dialogo tra maggioranza e opposizione è mancato e ancora oggi è pressoché assente. E se non è presente una collaborazione, come è possibile il tanto agognato cambiamento?
La sindaca avrebbe dovuto avvalersi dei candidati delle liste, impiegandoli come attenti osservatori del territorio (solo pochissimi di chi governa, attualmente, si aggira per Viterbo a vedere le criticità), ascoltando le loro idee, i loro consigli e, soprattutto, creando con loro una cooperazione. E, invece, nulla di tutto ciò. Dopo le elezioni, i più sono stati parcheggiati, nonostante le molteplici belle promesse fatte.
Chiara Frontini
E, così, ci ritroviamo con una città invasa dai cinghiali, dall’erba, immondizia e, ancor peggio, da fenomeni delinquenziali sempre più frequenti. Una città “medievale”, ma non nell’accezione positiva del termine. Una città, che tutti ci invidiano, o almeno, che tutti ci invidiavano, ormai è solamente l’ombra di sé stessa.
Stiamo assistendo al suo totale abbandono, all’assenza di una programmazione di eventi (vedasi questa estate), assenza di turisti, di salvaguardia del territorio. Tutto ciò sta mettendo in ginocchio una intera cittadina e, con essa, imprenditori, commercianti e tutti coloro che speravano in una rinascita economica, oltre che sociale.
In tutto questo marasma, anche le varie realtà associazionistiche che fino a qualche anno fa hanno vissuto a fianco delle istituzioni, attualmente, sono state lasciate alla deriva. Queste realtà che, durante tutto l’anno, si impegnano per organizzare feste ed eventi, si sono viste contributi dimezzati. Sopravvivono solo ed esclusivamente quelle assoldate dall’amministrazione per far fronte a determinate problematiche.
Dunque, caro direttore, non sarà facile uscire da queste macerie, come lei le definisce, ritornare ad avere fiducia, ma possiamo garantirle che noi, insieme ad altri volenterosi, ce la metteremo tutta. E, in questa prospettiva, siamo aperti ad avere confronti, anche pubblici, come suggerisce lei, con chi ancora crede che si può fare bene.
Marco Pallucca
Presidente “Il Cuore nella Tuscia”
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