Viterbo – (sil.co.) – È stato condannato a 4 anni di reclusione e 927 euro di multa per furto il topo d’albergo seriale che il 14 maggio dell’anno scorso al Riello ha strappato a un cinese di 69 anni la catenina d’oro che portava al collo.
Una pattuglia della polizia
L’accusa aveva chiesto 5 anni di reclusione. Il giudice Jacopo Rocchi, sentito il difensore Luigi Mancini, ha riqualificato in furto con strappo il reato di rapina impropria contestato al 27enne egiziano.
Nei giorni successivi l’imputato ha derubato una comitiva di turisti sudamericani intrufolarsi due volte nella stanze dell’albergo di viale Trento dove alloggiavano con una chiave passpartout, rischiando il linciaggio da cui è stato salvato grazie al tempestivo intervento della polizia.
Arrestato il 17 maggio, il successivo primo luglio, mentre era detenuto da un mese e mezzo al Nicandro Izzo per i furti in albergo, è stato raggiunto da una ulteriore ordinanza per la rapina al cinese. Ed è tuttora in carcere.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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