Viterbo – Doppio furto ai danni di una comitiva di turisti sudamericani all’hotel Balletti, non si trova la colombiana che due anni fa ha sporto denuncia.
Viterbo – La polizia a viale Trento – Immagine di repertorio
Turisti inferociti. Ieri è andato in scena l’ennesimo rinvio del processo al 28enne egiziano finito in carcere il 17 maggio 2024 con l’accusa di furto aggravato, dopo essere stato arrestato dalla polizia che lo ha salvato da una trentina di turisti colombiani inferociti che lo avevano accerchiato in viale Trento dopo il secondo furto in due giorni, minacciando di linciarlo. Nelle camere era entrato con una chiave passe-partout, appropriandosi, tra l’altro, anche di pesos colombiani.
Processo in sospeso. Ieri il giudice Rocchi ha nuovamente disposto che la parte offesa venga ritualmente citata, rintracciando il suo indirizzo in Colombia, stabilendo che venga ascoltata in videoconferenza. In caso contrario, dichiarerà decaduta la testimonianza per la parte pubblica e si deciderà come proseguire.
Tradito dal giubbotto firmato. Nessun dubbio che il 28enne arrestato la sera del 17 maggio di due anni fa fosse lo stesso ladro della sera precedente: era tornato a rubare indossando un giubbotto firmato facente parte della refurtiva della sera prima, subito riconosciuto dalla vittima che ne aveva denunciato il furto ai carabinieri.
Un curriculum fitto di precedenti
Il 28enne M.M.W., nel frattempo, è detenuto nel carcere di Civitavecchia. Sei mesi prima dei furti in albergo, il 4 novembre 2023, ha commesso un furto minacciando un dipendente col coltello in un bar di piazza della Rocca. La mattina del 20 gennaio 2024, invece, ha rapinato una donna in via garbini, strappandole la catenina. Per questi due episodi è tuttora a processo. A suo carico, inoltre, è in corso anche un altro processo, per avere prelevato indebitamente, il 3 aprile 2024, 75 euro e 30 centesimi al bancomat, in due distinte operazioni, con la tessera di una 50enne. Il 26 marzo dell’anno scorso, invece, è stato condannato a 4 anni di carcere per il furto di una catenina d’oro, strappata dal colo di un cinese settantenne che stava camminando al Riello, il 14 maggio 2024, tre giorni prima dell’arresto per i colpi del 16 e 17 maggio 2024 all’hotel.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY