Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – L’accordo politico a Viterbo tra la sindaca civica Chiara Frontini e il coordinatore provinciale di Forza Italia Alessandro Romoli rappresenta un vero e proprio terremoto politico, ma soprattutto, per chi ha una lunga storia di militanza, un tradimento ideale insanabile.
La decisione di un pilastro storico come l’onorevole Giulio Marini di abbandonare il partito, seguita dalla scelta di altri iscritti storici, non è solo una protesta: è un atto di dignità politica e di coerenza morale rispetto ai valori fondanti del movimento.
L’accordo siglato a Viterbo tra la sindaca civica Chiara Frontini e la gestione locale di Forza Italia guidata da Alessandro Romoli rappresenta il punto di non ritorno. Definire questa operazione “una vera vergogna” non è un’esagerazione, ma l’unica fotografia realistica di un baratto politico che calpesta la storia, la coerenza e il rispetto per gli elettori.
La scelta dell’onorevole Giulio Marini — fondatore storico di Forza Italia sul territorio — di abbandonare il partito, unita alla decisione di altri amici di rassegnare le dimissioni da iscritti storici, è la risposta inevitabile a un verticismo che ha smarrito la bussola dei propri valori.
Il presidente Silvio Berlusconi ha fondato Forza Italia sul principio della coerenza, dell’alternativa netta alla sinistra e della fedeltà ai patti con gli elettori. Questo accordo di potere con un’amministrazione civica nata e cresciuta in antitesi al centrodestra locale è la negazione totale di quella storia. Si è scelto il tatticismo di poltrona rispetto all’identità.
L’uscita di una figura storica e autorevole come Giulio Marini dimostra che la dignità politica non è in vendita. Quando un partito preferisce l’alleanza di comodo al rispetto dei propri militanti e dei propri fondatori, significa che ha perso l’anima. La sua uscita è un atto di coraggio che traccia una linea di demarcazione netta tra chi fa politica per ideali e chi per pura gestione del potere.
Per chi, come me e altri, ha investito anni, passione e credibilità in questo movimento, vedere il simbolo di Forza Italia utilizzato per puntellare una giunta in evidente difficoltà è un insulto. Non siamo noi ad aver abbandonato Forza Italia; è questa gestione provinciale che ha disconosciuto il popolo che l’ha resa grande.
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Non c’è più spazio per la mediazione quando si smarrisce la dignità. L’uscita dell’onorevole Marini e degli altri amici, tanti, è l’unico modo per gridare a testa alta che la storia, la lealtà e il rispetto dei cittadini valgono molto più di qualsiasi poltrona o accordo di palazzo!
Fabrizio Giontella
Attivista di centrodestra e già candidato alle elezioni comunali
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