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Politica – L’ex consigliere comunale Andrea Marcosano dopo l’intesa Romoli-Frontini: “Traditi due elettorati”

“Esco da Forza Italia, l’accordo con Viterbo 2020 è pura follia”

di Carlo Galeotti
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Andrea Marcosano e Giulio Marini

Andrea Marcosano e Giulio Marini

Francesca Pascale e Andrea Marcosano

Francesca Pascale e Andrea Marcosano

Andrea Marcosano

Andrea Marcosano

Viterbo – “Esco da Forza Italia, assolutamente sì”. Andrea Marcosano, ex consigliere comunale con delega al turismo nella giunta Marini e militante storico del partito di Berlusconi, annuncia l’uscita dopo l’accordo tra gli azzurri, guidati dal presidente della provincia Alessandro Romoli, e Viterbo 2020 di Chiara Frontini.

Per Marcosano l’intesa è “una follia, pura follia”. Una scelta che, a suo giudizio, tradisce l’elettorato di Forza Italia e quello di Viterbo 2020. L’ex consigliere parla di “imbarazzo enorme”, attacca la gestione politica dell’operazione e allarga il ragionamento alla città, al centro storico, alla sicurezza, alla pista ciclabile e al caso dell’assessore Vittorio Sgarbi. 

Andrea Marcosano, da quando è vicino a Forza Italia?
“Io conobbi Silvio Berlusconi quando ero presidente dei giovani imprenditori di Confcommercio. Stavo anche nel consiglio nazionale e lui venne a Fiera di Viterbo a presentare il progetto politico. Ero un ragazzino quando ebbi l’onore di conoscerlo”.

Di che anni si parla?
“Parliamo della fine degli anni Ottanta, quando lui scese in campo. Potrebbe essere stato l’87 o l’88, quando venne per la prima volta a Viterbo”.

Poi arrivò l’esperienza amministrativa con Giulio Marini.
“Sì. Con Giulio Marini mi candidai alle amministrative e feci anche la mia esperienza amministrativa proprio con Giulio sindaco”.

Che ruolo aveva nella giunta Marini?
“Avevo la delega al turismo e ai rapporti con le attività produttive. Questo perché avevo comunque un’esperienza in Confcommercio come giovane imprenditore. E poi c’era il rapporto con Michela Vittoria Brambilla, che all’epoca era ministro del Turismo e venne anche a Viterbo”.

Lei si considera un forzista della prima ora?
“Assolutamente sì, almeno a livello locale. Poi Berlusconi volle creare un’attività di “movimentismo”, lui la chiamava così, e mi affidò il ruolo di presidente provinciale dei Circoli della libertà”.

Che cosa erano i Circoli della libertà?
“Erano strutture che volevano coinvolgere nell’attività politica gente che non faceva politica: professionisti, imprenditori, persone della società civile. Sono passati tanti anni, però alla fine sono stato sempre fedele. Non ho mai fatto colpi di testa strani”.

Anche per il rapporto con Giulio Marini?
“Soprattutto, anche per un discorso di amicizia che mi ha sempre legato a Giulio Marini. Il simbolo di un partito va sempre accompagnato alle persone. Giulio l’ho sempre reputato, oltre che un mio maestro politico, perché mi ha insegnato lui a fare politica, una gran brava persona sia a livello umano che come amministratore”.

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Tornando al presente. Come giudica l’accordo tra Romoli e Chiara Frontini, cioè tra Forza Italia e Viterbo 2020?
“Io la considero una follia, pura follia. È una cosa che mi ha creato un imbarazzo enorme”.

Perché?
“Chi mi conosce sa da quale parte sto politicamente. O forse da quale parte stavo. Oggi è più corretto dire così. È imbarazzante dover dare spiegazioni su dinamiche così strane, anomale. E poi, se le vai a stringere, non sono tanto anomale: qui si tratta semplicemente di potere”.

Secondo lei è stato tradito l’elettorato?
“Sì. L’accordo è stato fatto alla faccia dell’elettorato. Con questa mossa hanno disatteso e tradito due elettorati: hanno tradito l’elettorato di Viterbo 2020 e hanno tradito l’elettorato di Forza Italia. Nessuno se lo poteva aspettare. Anche se nell’aria qualcosa si sentiva ultimamente, uno pensava a una fake news, perché era talmente assurdo e incredibile che non gli davo nemmeno troppo peso”.

Quando ha capito che invece l’operazione andava avanti?
“Nell’ultimo periodo ho capito l’andazzo leggendo anche la stampa, leggendo Tusciaweb, alcune dichiarazioni. Guardi a Civita Castellana che cosa hanno combinato. Guardi in provincia che hanno combinato. Se le mette in fila, come ha fatto Arena, ci sono Viterbo, Tarquinia, Civita Castellana. Un progetto che sembra fatto apposta per distruggere il centrodestra”.

Che effetto può avere tutto questo sul centrosinistra?
“Enrico Panunzi è una bravissima persona, lo rispetto, ma se gli fanno questi regali lui se li porta a casa. Questa idea è scellerata. Non si può creare questo minestrone, questa macedonia di tutti i colori”.

Che cosa le appare più assurdo?
“Fino a ieri in comune davano addosso a Chiara Frontini. Chi faceva l’opposizione le dava addosso e oggi se la ritrova vicina. Mi riferisco anche a Giovanni Arena, che era uno che le dava giù”.

Non le è piaciuta la posizione attendista di Arena?
“No. Gliel’ho pure scritto su Facebook. Gli ho detto: Giovanni, non ti far confondere. Qui non c’è più da pensarci, almeno io non la penso così, dopo tutto quello che hanno combinato”.

Perché dice che non c’è più da pensarci?
“Perché secondo me il partito non esiste più. Di solito, dentro un partito, c’è un dibattito, in democrazia si discute. Una volta si chiamavano i simpatizzanti, quelli che fanno parte del partito, e si decideva che fare. Invece no. Hanno deciso in due o tre, perché due o tre sono rimasti in buona sostanza”.

Secondo lei Forza Italia a Viterbo ha fatto terra bruciata?
“Sì. Ormai secondo me hanno fatto terra bruciata. La gente non va al voto col telecomando. A Viterbo si dice che il Santaro si frega una volta sola. La delusione e il tradimento di questo elettorato peseranno”.

Qual è, secondo lei, la finalità politica vera dell’operazione?
“Io mi sono fatto un’idea. Non so se è giusta o no. Due partiti alla frutta, probabilmente, pensano che due mezzi partiti riescano a farne uno. Due debolezze che si uniscono”.

Però c’è stato il benestare di Maurizio Gasparri.
“Sì, Gasparri ha benedetto questo accordo. A me rincresce che il nostro presidente purtroppo non ci sia più, perché se ci fosse ancora lui secondo me queste cose non sarebbero successe”.

Parla di Silvio Berlusconi?
“Sì. Mi auguro che la famiglia Berlusconi, nelle persone dei due figli più grandi, Piersilvio e Marina, prenda in mano la situazione e faccia virare il partito. Perché, se va avanti così, sparisce”.

Che cosa pensa del civismo richiamato da Forza Italia?
“C’è qualcuno che dice che il partito, ai livelli alti, vuole il civismo. Però lo confondono con il movimentismo, che è un’altra cosa. Il movimentismo era quello di Berlusconi, con i Circoli della libertà: voleva coinvolgere nella politica il mondo della società civile. Il civismo, invece, non ho capito che cosa sia. E poi vai a fare un accordo con chi ha dimostrato in quattro anni di essere soltanto un danno per la città”.

Che giudizio dà dell’amministrazione Frontini?
“Il problema è che non funziona. Non funziona in nessun settore. Il centro storico è morto. C’è un senso di paura nel girare, soprattutto in alcune zone della città la sera, perché tutti i giorni la stampa racconta quello che succede di notte e di giorno a San Faustino e altrove. Il commercio sta male. E la pista ciclabile ha creato un disappunto enorme, con tante firme raccolte alla Pila”.

C’è poi la vicenda giudiziaria della sindaca Chiara Frontini, imputata di minaccia aggravata.
“Io sono garantista e c’è sempre la presunzione di innocenza. Però voglio dire: vedremo quello che succederà quando si presenterà in tribunale”.

Secondo lei perché Forza Italia e Frontini si mettono insieme?
“Per continuare a gestire il potere. Frontini si sarà pure resa conto che ormai il seguito politico del popolo non ce l’ha più. Forza Italia lo stesso. E allora si mettono insieme e vedono quello che succede. Ma secondo me è un boomerang che si ritorcerà contro di loro”.

A questo punto lei lascia Forza Italia?
“Assolutamente sì”.

Come vive questo momento?
“Con tanto imbarazzo. Non per quanto riguarda me, ma nei confronti dell’elettorato, delle persone che mi hanno personalmente e politicamente stimato e delle persone che hanno creduto in un progetto politico, in un partito politico”.

Pensa di continuare a fare politica?
“Sì, perché la politica è una passione. Non ho velleità di incarichi particolari, perché il lavoro ce l’ho. È veramente una passione che mi piace e che mi ha dato anche soddisfazioni”.

Si sta avvicinando ad altri partiti?
“Stimo tantissimo la famiglia Sabatini, intesa come Daniele e Antonella. Sono gli unici oggi che possono in qualche maniera avere idee più vicine alle mie”.

Quindi guarda a Fratelli d’Italia?
“Sì”.

Carlo Galeotti


Articoli: L’ex sindaco Giovanni Arena: “Lascio Forza Italia? Ci sto riflettendo seriamente…” – Giulio Marini: “Lascio Forza Italia, l’accordo con Chiara Frontini è una follia politica”


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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27 giugno, 2026

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