Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – L’accordo tra Chiara Frontini, Viterbo 2020 e Forza Italia chiarisce finalmente ciò che da tempo era evidente: il cosiddetto civismo frontiniano non è più, se mai lo è stato fino in fondo, uno spazio autonomo, libero e alternativo ai vecchi schemi politici. È entrato stabilmente dentro il perimetro del centrodestra.
Forza Italia entra nella maggioranza comunale, sostiene l’amministrazione Frontini e si prepara a sostenerne la ricandidatura. Questo non è un dettaglio tecnico, non è una semplice collaborazione amministrativa, non è un passaggio neutro. È una scelta politica precisa.
Massimo Erbetti
E questa scelta apre una domanda che nessuno può più evitare: che fine fanno oggi le battaglie con cui Chiara Frontini aveva chiesto fiducia ai cittadini?
Che fine fa l’acqua pubblica? Che fine fa la difesa di Talete da logiche privatistiche?
Che fine fa la promessa di opporsi ai rifiuti da Roma?
Che fine fanno partecipazione, civismo, autonomia dai partiti, superamento dei vecchi accordi di potere? Perché non si può vincere raccontando ai cittadini una storia e poi governare scrivendone un’altra.
Chi ha costruito consenso contrapponendosi ai partiti oggi si consegna a uno dei partiti più rappresentativi del centrodestra. Chi ha parlato di beni comuni oggi si lega politicamente a una forza che sui servizi pubblici, sul ruolo del privato e sulla gestione dei territori ha una visione profondamente diversa dalla nostra. Chi ha promesso discontinuità oggi cerca continuità di potere.
Detto questo, leggiamo con attenzione anche le dichiarazioni del Partito democratico locale. Bene prendere atto che Frontini si è collocata nel centrodestra. Bene dire che serve un’alternativa, ma l’alternativa alla destra e al civismo trasformista non può essere costruita come se a Viterbo esistesse un solo soggetto politico legittimato a parlare.
Nessuno può ballare da solo.
A Viterbo esiste un polo progressista, ecologista, sociale e democratico che non nasce oggi e che non può essere trattato come una comparsa da convocare quando serve allargare una coalizione già decisa altrove.
Movimento 5 Stelle e Sinistra Italiana-Avs sono disponibili a costruire un’alternativa vera, seria, credibile e radicalmente diversa dall’attuale amministrazione e dalle destre, ma questa alternativa deve nascere sui contenuti, non sulle rendite di posizione.
Maurizio Gasparri e Chiara Frontini
Prima vengono i temi, poi i nomi. Prima viene la città, poi le candidature.
Prima vengono acqua pubblica, ambiente, rifiuti, casa, diritti sociali, sanità territoriale, mobilità, giovani, lavoro, periferie, frazioni e partecipazione reale. Poi vengono le alleanze.
Viterbo non ha bisogno di un nuovo contenitore elettorale costruito per occupare uno spazio lasciato libero da Frontini. Ha bisogno di un progetto politico riconoscibile, netto, coraggioso.
Chi vuole costruire questo percorso deve farlo alla luce del sole, con pari dignità tra le forze politiche e sociali che compongono il campo progressista. Nessuno può pensare di sostituire il civismo personale di Frontini con l’autosufficienza di partito.
La città ha già pagato abbastanza le ambiguità, i trasformismi e gli accordi costruiti sopra la testa dei cittadini.
Ora serve chiarezza. Frontini ha scelto Forza Italia e il centrodestra. Il centrodestra si divide sulle poltrone, ma resta dentro la stessa cultura di governo.
Il campo progressista, se vuole essere credibile, deve scegliere un metodo opposto: partecipazione, pari dignità, contenuti e discontinuità vera.
Noi siamo pronti. Ma nessuno pensi di costruire il futuro di Viterbo ballando da solo.
Massimo Erbetti
Movimento 5 Stelle Viterbo
Valerio De Nardo
Sinistra Italiana-Avs Viterbo
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