Viterbo – “Lascio Forza Italia? Ci sto riflettendo seriamente”. Giovanni Arena, ex sindaco di Viterbo, valuta l’addio al partito dopo l’accordo tra gli azzurri, guidati dal presidente della provincia Alessandro Romoli, e la sindaca Chiara Frontini, inventrice del grande bluff politico che si chiama Viterbo 2020.
Giovanni Maria Arena
Al centro della frattura c’è la stessa intesa che ha portato Giulio Marini a dimettersi da Forza Italia dopo 31 anni. L’accordo è con Chiara Frontini, sedicente civica. In quattro anni di sindacatura, Frontini si è distinta per i danni infiniti fatti alla città. Costa ai cittadini quasi 10mila euro al mese solo di retribuzione. Ha nominato per la prima volta un pregiudicato come assessore in giunta. È imputata, insieme al marito Fabio Cavini, per minaccia aggravata. Un fatto gravissimo, mai accaduto prima a memoria d’uomo a palazzo dei Priori.
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Arena non ha ancora preso una decisione definitiva sulla sua uscita da Forza Italia. Ma il ragionamento è aperto. Racconta di telefonate, pressioni, amarezza e di una distanza ormai evidente dalla linea del coordinamento provinciale. Una frattura politica che è diventata più chiara dopo l’uscita di Marini e che, secondo l’ex primo cittadino, ha ricompattato una parte ampia del centrodestra viterbese contro l’operazione Romoli-Frontini.
Giovanni Arena, dopo Giulio Marini anche lei pensa di lasciare Forza Italia?
“Sto riflettendo. Non è una decisione facile, perché significa resettare una storia. Però sì, ci sto riflettendo molto seriamente”.
Quindi le dimissioni sono un’ipotesi concreta?
“Se le dico che ci sto riflettendo seriamente, vuol dire che è una cosa su cui sto ragionando davvero. Ho ricevuto telefonate di tutti i tipi: primari, avvocati famosi, persone comuni. Molti stanno premendo anche nei miei confronti”.
Giovanni Arena con Silvio Berlusconi
Che clima si vive in queste ore?
“C’è una vicinanza forte. Questa vicenda ha fatto imbestialire e, nello stesso tempo, ha ricompattato tutto il mondo dell’area di centrodestra contro questo progetto targato Frontini. Un risultato, sicuramente, lo hanno ottenuto”.
Come valuta la scelta di Giulio Marini?
“Con Giulio ne abbiamo parlato a lungo. Lui già da tempo non aveva più rapporti con il coordinamento del partito. Io ho cercato sempre di salvare il salvabile, ma anch’io da dicembre praticamente non frequento più le riunioni”.
Per quale motivo?
“Perché stare lì ad ascoltare decisioni già prese non era nel mio dna politico. Ho trentadue anni di storia. Io e Marini saremo, secondo qualcuno, due personaggi da rottamare. Vedremo”.
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La rottura nasce dall’accordo tra Romoli e Frontini.
“Questi non hanno ragionato, oppure hanno ragionato fin troppo dal loro punto di vista. Forse volevano provocare una reazione nei confronti di quelli che fino a oggi sono stati i loro alleati. Non voglio credere che siano convinti di quello che hanno fatto e che con questa accoppiata possano avere delle velleità”.
Dal punto di vista elettorale, che cosa può portare Chiara Frontini a Forza Italia?
“Lei è stata sempre in campagna elettorale dal primo giorno. Ha sempre venduto il prodotto, amplificando qualsiasi cosa. Come diceva Vanna Marchi. Alla fine è come quando va a pesca con la rete: qualche pesce lo prende”.
Che giudizio dà dell’amministrazione Frontini?
“Ha impostato la sua politica su ciò che è roboante, sulle promesse, su tutto quello che ogni cittadino magari avrebbe voluto nella propria città. Però mi sembra che i risultati, al di là dell’attività edilizia dovuta al Pnrr che le abbiamo lasciato, siano pochi. Hanno venduto tanti sogni e poche solide realtà”.
Civita Castellana non ha insegnato nulla.
“È partito tutto dalla caduta del comune di Viterbo, con quell’alleanza voluta e fatta forzatamente in provincia, che si diceva non avesse alcuna valenza politica. In realtà ce l’ha avuta eccome: prima è caduto il comune di Viterbo, poi si è persa Tarquinia, poi si è persa Civita Castellana. La provincia oggi vede il centrodestra ridotto un po’ ai minimi termini”.
Giovanni Arena, Francesco Battistoni, Giulio Marini, Mauro Proietti e Alessandro Romoli
Qual è il rischio per il centrodestra?
“Se il centrodestra va avanti diviso così, è probabile che si apra una strada grandissima al centrosinistra. Le cose si complicano, perché il centrosinistra approfitterà di questa situazione”.
Forza Italia insieme a Frontini può essere competitiva?
“Bisogna vedere quanto rimane del centrodestra nel solo partito che è Forza Italia insieme alla Frontini. Bisogna capire quanto incideranno ancora gli elettori di Forza Italia su una prospettiva del genere, che ritengo molto debole”.
Frontini conserva comunque un suo consenso?
“Sicuramente un suo nucleo ce l’avrà, ma non so che tipo di impatto possa ancora avere con i cittadini viterbesi. Forza Italia le porta poco e niente, anzi sicuramente molto meno di quello che poteva portare un’alleanza più logica”.
Per lei è un segno di debolezza di Chiara Frontini l’accordo con Romoli?
“Lei ha scelto il mondo del civismo. Doveva continuare con quello, se era tanto sicura di aver fatto bene, senza avere bisogno della stampella di un partito strutturato. Sì, per lei è un segno di debolezza. Ma lo è da parte di tutti e due”.
Da parte di entrambi?
“Sono due debolezze che si mettono insieme. Mi auguro per loro che riescano ad avere risultati soddisfacenti, ma ho seri dubbi”.
Quando prenderà una decisione per quanto riguarda le dimissioni da Forza Italia?
“Adesso la cosa chiara è questa: sulle possibili dimissioni sto riflettendo. Molto seriamente”.
Carlo Galeotti
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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