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Uscire dalle macerie - Comune - Sul dibattito del futuro della città, interviene Giacomo Barelli (Buona Destra): "Non ci sono bacchette magiche né formule miracolose bisogna ripartire dalla serietà"

“Basta “one woman show”, per il bene di Viterbo si cerchi di costruire la necessaria alternativa al “governo della propaganda””

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Viterbo – Caro direttore Carlo Galeotti, è un po’ che non scrivo, forse politicamente “avvilito” dalla situazione in cui versa la nostra città, a dir poco imbarazzante.

Il primo pensiero che rimbalza nella mente di chi, come il sottoscritto, ha provato negli anni passati ad amministrarla, è quello di una “Viterbo senza speranza”; poi però l’affetto e l’amore per la nostra città prende il sopravvento e allora si realizza che è proprio quando si è toccato il fondo che è necessario continuare a lottare per una Viterbo diversa.

Giacomo Barelli

Giacomo Barelli


In questo, senza timore di essere tacciato di piaggeria (l’archivio di Tusciaweb è lì a testimoniare “i miei rapporti” con il giornale durante gli anni del mio assessorato, non certo privilegiati), Tusciaweb e il suo direttore, Carlo Galeotti, giocano un ruolo fondamentale, inutile nasconderlo.

Da un lato perché, come in questo caso e come sempre fatto con tutte le amministrazioni, rappresentano lo spirito critico e il termometro della città, dando voce ai cittadini e animando il dibattito politico. Dall’altro, a mio avviso circostanza ancora più importante, perché grazie al suo grandissimo archivio, Tusciaweb rappresenta la memoria storica di Viterbo e dei Viterbesi, a cui nessuno, nemmeno i politici “più illuminati”, possono sfuggire.

E infatti “scripta manent” e, per fortuna, nessuno può cancellare la storia politica della città degli ultimi anni. Dal muro virtuale rappresentato dall’archivio di Tusciaweb, è tutto lì, basta andare a leggere meglio, a rileggere.

La sindaca Chiara Frontini

La sindaca Chiara Frontini


Tale lunga ma necessaria premessa dovrebbe far riflettere tutti i cittadini, in particolare i politici, gli amministratori e la nostra sindaca, nel momento in cui si cerca di tracciare un bilancio di questa amministrazione o si prova ad analizzarne i risultati alla luce del programma elettorale.

Basta guardarsi allo specchio. Tusciaweb ed il suo archivio infatti sono lo specchio in cui Frontini può finalmente specchiarsi e, purtroppo per Viterbo, vedere che non solo “non è la più bella del reame”, ma non lo è mai stata nemmeno al tempo in cui, durante la campagna elettorale, come il pifferaio magico di Hamelin ha “incantato” migliaia di viterbesi. Non tutti però. Molti infatti non si sono fatti incantare (non abbastanza tuttavia visto il risultato elettorale) e tanti, come il sottoscritto, avevano previsto tutto. Basta leggere Tusciaweb, grazie al quale è tutto fortunatamente “scolpito nel web”.

Pur tuttavia, come raccontato in questi giorni anche da altri esponenti politici, molti di noi non si sono limitati a mettere in guardia i cittadini dalla “bolla Frontini”, ma hanno cercato invano di convincere i cittadini dell’evanescenza della sua proposta, e hanno combattuto una durissima campagna elettorale all’insegna della serietà.

Noi, come altri, siamo usciti democraticamente sconfitti dalle ultime elezioni e tra gli “sberleffi” di molti personaggi che oggi, dico io per fortuna, hanno “cambiato idea” e finalmente hanno aperto gli occhi di fronte al più grande bluff elettorale che la nostra città abbia mai vissuto.

“È ora!” diceva Frontini. “E ora?”, diciamo noi, già, e ora? (così potrebbe chiamarsi la riflessione sulla città lanciata da Tusciaweb) Cosa facciamo?

Non ci sono bacchette magiche né formule miracolose, bisogna ripartire dalla serietà, prima di tutto nei confronti dei viterbesi. È venuto il momento di porre fine alla stagione del “one man”, meglio, “one woman show” e di mettere da parte antichi rancori fra le forze politiche e cercare insieme, per il bene di Viterbo, di costruire la necessaria alternativa al “governo della propaganda”.

Non c’è bisogno e non arriverà l’uomo o la donna della provvidenza, ma c’è bisogno invece di donne e uomini che si facciano carico di presentare ai cittadini una proposta politica concreta all’insegna della competenza e dell’esperienza.

In una parola, dobbiamo ripartire dalla politica, quella vera, se ne siamo capaci.

Giacomo Barelli
Buona Destra


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