Viterbo – Topo d’albergo bloccato da comitiva di turisti, caccia alla colombiana che ha sporto denuncia. Senza che la parte offesa lo sappia, il processo non può cominciare.
Nel frattempo è stato rimesso in libertà ieri dal giudice Jacopo Rocchi l’egiziano finito in carcere lo scorso 17 maggio con l’accusa di furto aggravato per avere svaligiato la camera di una coppia di turisti colombiani all’Hotel Balletti di Viterbo, vicino alla stazione di Porta Fiorentina, dove era alloggiata una comitiva di sudamericani in viaggio in Europa.
Comitiva di turisti che per poco non lo hanno linciato quando il derubato incrociando il ladro in camera ha fatto scattare l’allarme e a salvarlo è stata la polizia, intervenuta sul posto per una sospetta rissa e trovatasi davanti il presunto ladro armato di coltello che cercava di allontanare le “vittime” che volevano dargli una lezione.
Imputato il 26enne M.M.W., ovvero il pluripregiudicato difeso dall’avvocato Luigi Mancini, colpito tra la primavera e l’estate da ben tre ordinanze di custodia cautelare in carcere. Entrando in camera con una chiave passe-partout si era appropriato, tra l’altro, anche di pesos colombiani.
A distanza di sei mesi da ieri è tornato in libertà, nonostante il processo non sia potuto ancora entrare nel vivo. Resta infatti il problema di trovare un modo per sentire, magari “a distanza”, la testimonianza della turista colombiana che ha sporto denuncia querela, lasciando come indirizzo non il proprio ma quello dell’ambasciata del suo paese a Roma e facendo rientro in patria una volta finita la vacanza italiana e il resto del tour europeo.
Il giudice Rocchi ha disposto ieri che la parte offesa venga ritualmente citata, rintracciando il suo indirizzo in Colombia e non tramite ambasciata, dopo di che si vedrà come procedere, rinviando il processo al prossimo 17 settembre, per dare agli uffici il tempo di trovarla, dopo di che si procederà con istruttoria e discussione, tutto in una sola udienza.
Silvana Cortignani
– Topo d’albergo “seriale” bloccato da una comitiva di turisti, al via il processo
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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