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Tribunale - Civita Castellana - Affidato l'incarico a un perito - Un anno fa l'arresto per tentato omicidio dei due aggressori

Massacrato nel camper, il giudice: “Le sprangate potevano ucciderlo?”

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Civita Castellana - Preso a sprangate in un camper - La vittima soccorsa dai carabinieri

Civita Castellana – Preso a sprangate in un camper – La vittima soccorsa dai carabinieri

Civita Castellana – Massacrato a sprangate nel camper, una perizia prima della decisione del giudice. L’incarico è stato affidato alla dottoressa Maria Rosaria Aromatario, che entro settembre dovrà stabilire la “dinamica” dell’aggressione, la “natura delle lesioni” riportate dalla vittima, quali sono stati i “mezzi utilizzati” e come sono stati impiegati. E, soprattutto se avessero potuto, “cagionare la morte della persona offesa”. Il perito, nella relazione finale, dovrà anche indicare “l’intensità delle azioni lesive” e “la durata della malattia”.

A inizio ottobre, la prossima udienza.

Un anno fa i carabinieri di Civita Castellana arrestarono, per tentato omicidio in concorso, due uomini di 30 e 46 anni. Al giudice Rita Cialoni hanno chiesto e ottenuto di essere processati con l’abbreviato, e il rito alternativo gli consentirà – in caso di condanna – lo sconto di un terzo della pena.

La vittima è un 46enne romeno, che il 25 giugno 2017 sarebbe stato preso a sprangate dai due indagati che lo avrebbero sorpreso a dormire nel loro camper. In località Madonna delle Piagge, a Civita Castellana. Il romeno è stato trovato a un chilometro e mezzo dall’autocaravan, dove si sarebbe trascinato tra le 11 e mezzogiorno. Riverso a terra e privo di sensi, per l’accusa sarebbe stato vittima di un feroce pestaggio avvenuto quattro ore prima. Ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Andosilla, i medici gli avrebbero riscontrato uno pneumotorace e fratture multiple, tra cui alla scapola e alla mano sinistra e dalla seconda alla settima costola. Oltre ad avere vari lividi su tutto il corpo.

Ascoltata dai carabinieri, la vittima avrebbe detto di essere stata aggredita da più persone. Al primo uomo, un 46enne di Civita Castellana, i militari arrivano in poche ore. Al secondo, 30 anni, dopo qualche giorno. Ma già dall’interrogatorio di garanzia il 46enne indagato avrebbe sostenuto la legittima difesa. “È stato il romeno ad aggredirmi, dopo che l’ho sorpreso nel mio camper. Mi ha sventolato una roncola sotto la faccia e io, per fargliela cadere, l’ho colpito con un tubo di ferro sulle mani”.


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18 luglio, 2018

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