Viterbo – “Nonostante stiamo ancora aspettando risposte dal referendum del 2016, la provincia continua a lavorare a testa bassa per tutti i cittadini”.
Al termine del suo primo anno completo da presidente della provincia di Viterbo, Pietro Nocchi rivendica con forza il ruolo dell’ente che guida.
Lo fa a palazzo Gentili, nell’evento “La nuova provincia”, in cui raduna i suoi dipendenti e i sindaci del territorio per fare il punto della situazione e illustrare i progetti del 2019.
“Abbiamo bisogno di un ampliamento del personale – esordisce Nocchi – perché gli uffici sono oberati di lavoro, alcuni dipendenti non sono riusciti nemmeno a venire a quest’incontro. Nel 2018 abbiamo gestito interventi di manutenzione per milioni di euro e in futuro andremo a crescere ulteriormente. Questo testimonia quanto sia importante il ruolo della provincia ancora oggi”.
Per il dettaglio degli interventi, il presidente lascia la parola ai delegati di settore.
Il primo è Eugenio Stelliferi, sindaco di Caprarola e consigliere con delega all’Edilizia scolastica. “In totale – spiega – sono stati impegnati oltre 3 milioni di euro per manutenzioni straordinarie, riqualificazioni, ampliamenti e adeguamenti strutturali di sicurezza nelle scuole di tutta la provincia. Questo grazie soprattutto all’enorme lavoro degli uffici”.
Per la viabilità, la parola passa al dirigente del settore tecnico Ernesto Dello Vicario. “La provincia ha un patrimonio stradale di 1400 chilometri, le difficoltà di gestione sono oggettive. Nel 2018 abbiamo speso 8 milioni di euro solo per la manutenzione straordinaria. Abbiamo stipulato un accordo quadro con la prefettura per conservare le riserve di sale in un deposito unico, sulla Tuscanese”.
Dello Vicario annuncia anche un accordo con Anas e Astral per un “ritorno alla stratificazione delle competenze sulle strade”. La provincia, spiega il dirigente “gestirà un grafo di rete che è stato suddiviso in primaria e locale” e riceverà, a questo scopo, un “finanziamento quinquennale di 13,5 milioni di euro”. Soldi che saranno impiegati “tutti sulla rete primaria”, mentre per la rete locale “ci saranno interventi a spot”.
Gli uffici provinciali saranno riorganizzati e spostati tutti nella sede di palazzo Gentili, in cui convergerà anche il provveditorato agli studi. “Una scelta – spiegano dalla provincia – nell’ottica di rivalorizzare il centro storico di Viterbo”.
La funzionaria Roberta Mezzabarba fa il punto della situazione sul progetto della Stazione unica appaltante. “Nel 2018 – spiega – hanno aderito 22 comuni e abbiamo gestito 44 procedure di gara, per un importo totale di 30 milioni di euro. In futuro cresceremo ancora e forse diventeremo anche una figura obbligatoria, con la nuova legge di bilancio. Lanciare un progetto da questi uffici e vederlo completato in qualche luogo della provincia è una soddisfazione”.
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