Viterbo – (g.f.) – Con il 2018 si chiudono i primi dieci mesi della sua seconda consiliatura. Da aprile, quando si è insediato a oggi, un primo bilancio dell’attività portata avanti.
“In un momento di grande difficoltà e di incertezza nel paese – dice Nicola Zingaretti – dal Lazio abbiamo voluto dare segnali di concretezza e stabilità. In questi giorni abbiamo approvato il bilancio 2019-2021. Se dovessi scegliere due misure simbolo del nuovo bilancio, penso all’aumento dei fondi per le rette degli asili nido, che passano dai 10,5 milioni di euro del 2019 ai 12,5 del 2021, per arrivare ai 15 milioni di fine legislatura. Un segnale forte per dare sicurezza e prospettiva alle famiglie. E poi l’abbassamento dell’Irap per oltre 12mila aziende del territorio con forte vocazione all’export, confermando le esenzioni e le agevolazioni Irpef per oltre 2,7 milioni di cittadini. Più servizi e meno tasse, per favorire crescita e giustizia sociale”.
Sanità, di recente l’inaugurazione dell’ospedale dei Castelli, nella Tuscia quali sono le prospettive?
“Ai Castelli abbiamo inaugurato un ospedale all’avanguardia. È il primo ospedale pubblico che apre dopo il lungo periodo del piano di rientro: un simbolo della rinascita della sanità del Lazio. Per quanto riguarda la sanità viterbese la sfida continua: abbiamo destinato 50 milioni per l’edilizia sanitaria, realizzando interventi attesi da anni, come la nuova hall, la nuova sala angiografica e il blocco operatorio a Belcolle, o il pronto soccorso di Civita Castellana. E stiamo investendo ancora per l’ospedale Belcolle, penso alla nuova Pet o alla realizzazione del nuovo pronto soccorso. Abbiamo investito anche per realizzare la nuova morgue a Civita Castellana, la ristrutturazione dell’ospedale di Acquapendente e la realizzazione del centro salute di Orte, della casa della salute di Ronciglione e la dotazione della tecnologia necessaria al centro riabilitazione della struttura di Montefiascone. Sono tutti tasselli di un piano a lungo termine che certifica il lavoro svolto in questi anni e scommette su una sanità sempre migliore e più vicina alle esigenze delle persone”.
Con i fondi regionali è stato inaugurato un altro tratto di sei chilometri di trasversale Orte – Civitavecchia. Per i finali 17 e mezzo c’è ancora parecchia strada da fare. Quale impulso può dare la regione per arrivare al completamento di una delle incompiute più longeve d’Italia?
“Le cosiddette incompiute sono uno dei mali del nostro paese. Noi stiamo lottando per velocizzare i tempi e portare a termine nei tempi più brevi le opere programmate e finanziate nel Lazio, perché siamo consapevoli che con il miglioramento delle infrastrutture potremo generare lavoro e competitività, oltre a migliorare la vita dei cittadini. Abbiamo appena inaugurato il tratto Monte Romano Est – Cinelli della Orte-Civitavecchia. Una grande infrastruttura moderna, a zero impatto ambientale, interamente finanziata dalla regione Lazio con 117 milioni di euro. Un’opera, ci tengo a sottolinearlo, realizzata esattamente nei tempi stabiliti. Si è trattato di un investimento strategico per collegare con il resto del paese il porto di Civitavecchia. E adesso aspettiamo fiduciosi e pronti il definitivo via libera al lotto finale, da Monteromano allo svincolo sulla Civitavecchia Grosseto”.
A proposito di collegamenti, a Viterbo si discute di una fermata dell’alta velocità a Orte, ma per i pendolari, cancellazioni e ritardi sono all’ordine del giorno. Roma Nord e Viterbo Cesano – Roma, si può fare di più e cosa?
“L’alta velocità, sulla quale ci sono tavoli tecnici con Trenitalia per verificare la fattibilità, è certamente una grande opportunità. Ma per noi resta prioritaria la qualità della vita degli utenti del trasporto ferroviario regionale, evitando ulteriori disagi orari e organizzativi. Sulle ferrovie ex concesse, tra cui la Roma-Viterbo, seguiamo un percorso chiaro, oltre ad applicare le opportune penali, investiamo oltre 180 milioni di euro che serviranno, tra l’altro, a potenziare e ammodernare la linea”.
Rifiuti: Viterbo, come altre realtà si è fatta carico dell’emergenza a Roma. Un piano che consenta una gestione normale e un’uscita definitiva dall’emergenza è immaginabile?
“La regione Lazio non si tira indietro. Siamo al fianco dei cittadini romani, facendo tutto ciò che ci è concesso in base alle nostre competenze, che è bene ricordarlo, sono relative alla pianificazione del sistema dei rifiuti, mentre è assegnata ai comuni la responsabilità di raccolta, trattamento e smaltimento. Quando la città metropolitana indicherà come deve, i siti per lo smaltimento, potremo approvare il nuovo piano rifiuti del Lazio che punterà su recupero, riciclo e riuso, oltre che sul riequilibrio territoriale dell’impiantistica. Roma e Ama però devono muoversi. Non c’è più un minuto da perdere: la capitale e l’azienda municipalizzata che gestisce i rifiuti devono attivarsi contro l’emergenza, rilanciando la differenziata, che è praticamente ferma solo a Roma nella nostra regione, e mettendosi nella condizione di chiudere il ciclo, per evitare di conferire i propri rifiuti in altre province o regioni”.
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