Viterbo – “Oltre 500 paganti a sera, il Tuscia film fest si conferma un evento molto seguito”.
Parola di Mauro Morucci, ideatore e fondatore della manifestazione cinematografica molto apprezzata nella Tuscia e non solo.
Da qualche anno, infatti, è riuscito a far sbarcare il cinema italiano e i suoi protagonisti più importanti a Berlino creando l’Italian film festival.
Un evento internazionale che sta crescendo sempre di più non solo all’interno della comunità italiana a Berlino, ma anche fra i tedeschi amanti della cultura nostrana.
Per non dimenticare Tuscia terra di cinema, un progetto grazie al quale sono stati installati dei pannelli informativi tra Viterbo e provincia per far conoscere a cittadini e turisti tutti i film che sono stati girati nel territorio.
Com’è stato il 2018 per il Tuscia film fest?
“Sembra scontato dirlo, ma è stato positivo perché il Tuscia film fest si è confermato un evento molto seguito, con oltre 500 paganti reali a sera”.
Come sta andando l’Italian film festival a Berlino?
“Un grande successo quello di Berlino, che è una nostra invenzione. Una manifestazione tutta italiana, uno tra i più importanti eventi ricorrenti che si svolgono lì”.
E’ grande la comunità italiana che viene ad assistere?
“Fortunatamente c’è una grossa comunità italiana – che poi è quella che ci ha consentito di partire – perché partecipa a questa manifestazione ed è stata fondamentale. Però, se non esattamente dalla prima edizione, negli anni a seguire abbiamo cercato – dovendo fare un qualcosa che si occupa del cinema italiano in Germania – di fare aumentare sempre di più la quota dei tedeschi”.
Ci sono tanti tedeschi incuriositi dalla nostra cultura?
“Dipende dal tipo di film che proponiamo però diciamo che attualmente siamo a quota cinquanta e cinquanta, 50% italiani, 50% tedeschi. L’obiettivo però rimane farlo crescere ancora di più tra i tedeschi perché vogliamo promuovere il cinema italiano”.
Facendo un confronto Berlino-Viterbo, la città dei papi si merita tutto questo sforzo da parte vostra? Perché siamo conosciuti per essere un pubblico difficile…
“Sì. I dati dei paganti e dei partecipanti ai nostri eventi sono positivi, è possibile vederli sul nostro sito. Una città come Viterbo, con una media di 500 paganti a sera al Tuscia film fest, se lo merita assolutamente. Noi siamo molto soddisfatti di quello che succede a Viterbo. Al di là del pubblico, anche a livello di istituzioni e partner privati. Negli ultimi anni ci siamo resi conto che c’è parecchia attenzione su quello che facciamo”.
Pensi che a Roma o Milano organizzare un evento del genere sarebbe stato più facile?
“Forse no, più facile no. E poi lì esistono già cose di questo tipo. Quando iniziammo noi a fare le proiezioni all’aperto con la peculiarità di essere abbinate agli incontri con registi e attori era una cosa nuova per la città, non c’erano queste cose a Viterbo. Invece in quelle grandi città esistevano già. Però in generale il pubblico c’è sempre stato. Ora siamo a 500 persone a sera, ma anche negli anni precedenti non erano molte di meno. Quello che si percepisce, è che c’è una grande attenzione generale nei nostri confronti”.
Qualche anticipazione per la prossima edizione del Tuscia film fest?
“Abbiamo delle idee, ma non posso rivelare nulla. L’anticipazione che posso dare è che in primavera faremo per la prima volta un progetto molto bello per le scuole. Si protrarrà per due o tre mesi. Ci saranno proiezioni pubbliche ma anche incontri. Abbiamo anche tantissime altre idee, ma ci stiamo lavorando”.
Anche Tuscia terra di cinema sta andando molto bene come progetto…
“Sì, oltre alle conferme di Tuscia film fest e Italian film festival di Berlino, l’avvio di Tuscia terra di cinema e l’apposizione dei pannelli dei film girati a Viterbo e provincia sta andando bene. Ho avuto degli ottimi responsi sui pannelli, specialemente su Viterbo. L’obiettivo è di aumentarli e di metterli in qualche modo a disposizione degli operatori turistici in modo che possano essere sfruttati anche da quel punto di vista. Si può proporre questo filone perché di argomenti ne abbiamo tanti. Siamo carichi e speriamo di fare sempre meglio e sviluppare nuove idee.
Elisa Cappelli
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