Roma – Pena sospesa per lo stalker viterbese di Sabrina Ferilli, ma resta il divieto di avvicinamento. “Non volevo fare del male a Sabrina Ferilli”, lo ha ripetuto fino all’ultimo Carlo Neri, l’artista 69enne di Onano condannato dal tribunale di Roma a un anno per stalking in seguito alla denuncia della popolare attrice romana.
Anche ieri, poco prima che il giudice si ritirasse incamera di consiglio, l’imputato, difeso dagli avvocati Samuele De Santis e Enrico Valentini, è tornato a chiedere di poter rilasciare spontanee dichiarazioni: “Non volevo farle del male”.
Dal 21 febbraio2019, in seguito alla denuncia della Ferilli, Neri è sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento nel raggio di 500 metri alla nota attrice, ai familiari e anche ai suoi collaboratori. Misura che per il momento non è stata revocata.
In almeno due occasioni, Neri sarebbe arrivato a presentarsi al cospetto dell’attrice romana, che non si è costituita parte civile, indossando una tuta celeste, con una spada giocattolo in mano, dicendole di essere “stato mandato dai marziani che gli avevano ordinato per la sopravvivenza della razza di unirsi sessualmente a lei”.
L’attrice, sentita in aula lo scorso 11 settembre, ha detto che lo chiamava “il marziano”, da quando le aveva detto che gli extraterrestri gli avevano affidato la missione.
L’uomo, che non ha mancato un’udienza del processo, iniziato lo scorso 21 maggio nelle aule di piazzale Clodio, nel frattempo è tornato a vivere in pianta stabile nella Tuscia, a Onano, dopo avere fatto per anni la spola, impegnato come stimato autore teatrale nella capitale, veste in cui ha conosciuto Sabrina Ferilli, che contava di vedere interpretare una delle sue opere.
Il sostituto procuratore Francesca Cento, titolare dell’inchiesta, aveva chiesto una condanna ben più pesante, a tre anni e tre mesi di reclusione.
“Siamo molto soddisfatti – il commento a caldo dei difensori Valentini e De Santis – un anno è il minimo della pena, anche se non gli sono state riconosciute le attenuanti generiche. Di sicuro ricorreremo in appello. Secondo noi il reato di stalking non sussiste, al più le molestie. Continuiamo inoltre a ritenere che sarebbe stata opportuna una perizia psichiatrica per verificare se ci fosse da parte del nostro assistito consapevolezza, cosa di cui dubitiamo”.
Durante l’arringa, la difesa ha citato brani scritti dall’imputato: “Estrapolati dalle tante lettere che ha scritto a Sabrina Ferilli, in alcuni dei quali parla anche della moglie morta, perché dalla vedovanza non si è più ripreso. Da parte sua non ci sono mai stati episodi di violenza nei confronti dell’attrice, che lui a modo suo venerava pur nell’essere indubbiamente molesto. Motivo per cui si è scusato”.
Silvana Cortignani
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