Madrid – (b.b.) – Vaccinazioni a partire dalla prima metà dell’anno, dando precedenza al personale sanitario e ai residenti delle Rsa. È il piano della Spagna per combattere la pandemia da Covid-19 e piegare in maniera massiccia la curva dei contagi, che da ottobre ha subìto una brusca impennata, raggiungendo picchi di oltre 24mila 500 nuovi casi in un solo giorno.
La strategia prevede la suddivisione della popolazione spagnola in 18 fasce a cui gradualmente verranno somministrate le dosi, partendo però dai soggetti più a rischio. Circa due milioni e mezzo di persone. Ad annunciare la manovra è il ministro della Salute Salvador Illa. Il piano delineerebbe tre fasi di priorità in base alla disponibilità dei vaccini: una prima “con somministrazione molto limitata” di dosi che va da gennaio a marzo; una seconda, da marzo a giugno, in cui le vaccinazioni saranno aumentate “progressivamente”; e l’ultima per immunizzare tutti i 18 gruppi di popolazione contemplati. Lasciandosi così, si spera, definitivamente alle spalle questa seconda ondata di Coronavirus.
Secondo i dati diffusi dall’Organizzazione mondiale della sanità, in Spagna dall’inizio della pandemia si sono registrati oltre 1.550.000 casi e più di 42.600 morti. E da metà ottobre il paese si è trovato a fare i conti con un aumento progressivo di contagi, che solo nell’ultima settimana pare aver allentato la morsa. Negli ultimi sette giorni, infatti, il trend positivo farebbe ben sperare: -48,61 per cento di casi. Ma il ministro Illa frena ogni entusiasmo: “Bisogna fare attenzione”.
I dati Covid-19 in Spagna diffusi dall’Organizzazione mondiale della sanità
Intanto come tutti i paesi europei, anche la Spagna si trova a fare i conti con le imminenti festività natalizie. Stando a quanto riferisce El Pais, il governo starebbe pensando di estendere il coprifuoco all’una di notte per il 24 e il 31 dicembre e limitare a 6 il numero massimo di persone sedute a tavola per il tradizionale cenone. Così come sarebbero da ridurre al minimo gli spostamenti e “tutti i viaggi non strettamente necessari”, anche se al momento non dovrebbero essere imposti confini territoriali.
“Negli incontri familiari – si legge nella bozza del documento su cui il governo di Madrid starebbe lavorando e riportato dal quotidiano El Pais – si raccomanda di limitare la partecipazione” alle persone che vivono sotto lo stesso tetto. “Nel caso in cui ci sia un membro esterno non convivente, gli incontri saranno fino a un massimo di sei persone e dovranno essere garantite tutte le misure di prevenzione, indipendentemente dal fatto che siano familiari o meno”. Quindi usare la mascherina, lavarsi spesso le mani, arieggiare spesso l’ambiente e mantenere le distanze di sicurezza.
I dati Covid-19 in Spagna diffusi dall’Organizzazione mondiale della sanità
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