Virginia Adamo con l’avvocato Vincenzo Dionisi e il criminologo Sergio Caruso ieri in tribunale
Viterbo – Processo al santone di Acquapendente, a sorpresa c’è la presunta vittima (secondo la madre) ma manca l’imputato.
Un colpo di scena, dal momento che Pasquale Gaeta, 64 anni, accusato dalla pm Paola Conti di violenza sessuale ai danni di due “seguaci”, maltrattamenti in famiglia e esercizio abusivo della professione di psicologo, non ha mai mancato un’udienza.
E quella di ieri, davanti al collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini, non era un’udienza qualsiasi. Da calendario avrebbe dovuto essere la prima riservata ai testimoni dell’accusa, tra cui la mamma di Monza che lo ha denunciato per avergli “sottratto” la figlia che, dopo averlo seguito ad Acquapendente, non ha più fatto ritorno a casa.
Ebbene, la figlia era in aula pronta a non perdere una parola della testimonianza.
– La mamma che ha denunciato maestro Lino: “Ecco come ho perso mia figlia…”
“Maestro Lino”, che nel frattempo ha cambiato avvocato, il terzo dall’inizio della vicenda, in tribunale non si è visto.
Si è invece presentata a sorpresa, accompagnata da un legale romano, la figlia di Virginia Melissa Adamo, la 27enne che secondo la madre, che ha sporto denuncia e a differenza della figlia si è costituita parte civile, sarebbe stata soggiogata dal “guru” della “setta” Qneud, acronimo di “Questa non è una democrazia”.
“Io sono il messia, il mio angelo guida mi ha detto di venire qui”, avrebbe detto Gaeta a uno dei seguaci. E ancora: “Fonderemo la comunità dei 12 apostoli, ad Acquapendente arriverà un terremoto”. I “locali” al secondo piano di una casa a tre piani in via Onanese, al terzo dei quali abitava lui.
Una curiosa coincidenza, l’assenza di Gaeta e la presenza della 27enne, dal momento che la giovane nel processo è solo parte offesa, non essendosi costituita parte civile dopo avere negato qualsiasi abuso durante l’incidente probatorio del 23 maggio 2019 (sopra il video dell’intervista a Gaeta).
In un corposo fascicolo di 2500 pagine suddiviso in tre faldoni le prove raccolte dalla procura, mentre la difesa della madre, avvocato Vincenzo Dionisi, è affiancata dal professor Sergio Caruso, criminologo, esperto di sette e collaboratore della Favis-Fondazione famigliari vittime delle sette.
– “Un regista teatrale e un videomaker portavano seguaci al santone”
L’altra vittima è assistita dall’avvocato Claudio Benenati del foro di Bologna, città dove la figlia di Virginia era studentessa universitaria quando sarebbe stata intercettata anche lei dalla “setta”.
Parte civile anche l’ordine degli psicologi del Lazio, con l’avvocato Antonino Galletti, presidente del consiglio dell’ordine degli avvocati Roma.
“Questo personaggio va castigato, è un criminale”, il commento a caldo di Virgina Melissa Adamo al termine dell’udienza preliminare del 14 aprile 2021 davanti alla gup Savina Poli che lol ha rinviato a giudizio (sotto il video dell’intervista a Virginia Adamo).
Il 22 giugno Virginia Melissa Adamo era a Montecitorio con il professor Caruso per un importante tavolo tecnico sul vuoto normativo in tema di manipolazione mentale e violenze in ambito esoterico. “Quello in corso a Viterbo – ha sottolineato – è il primo processo su pericolosità fenomeni settari, quaranta anni dopo abolizione del reato di plagio”.
All’udienza dello scorso 12 gennaio è stato subito scontro in aula tra la Adami e Gaeta che, uscendo dal tribunale ha rilasciato un commento provocatorio tramite Tusciaweb: “Avete mai parlato con la figlia? Chiedete a lei come stanno le cose”.
– “Strade alternative sessuali-spirituali sono l’anticamera delle sette”
Ieri la 27enne, all’apparenza ancora più giovane di quanto non sia, pur presente in aula, non ha parlato con nessuno. Nemmeno con la madre che avrebbe dovuto testimoniare sul come e perché la figlia avrebbe interrotto ogni rapporto con lei dopo avere seguito l’imputato ad Acquapendente.
L’udienza, però, è saltata a causa di un problema di composizione del collegio di cui le parti hanno saputo solo sul momento, compreso chi – come la stessa Adamo, il professor Caruso e l’avvocato Benenati – aveva fatto centinaia di chilometri per essere presente al palazzo di giustizia del Riello.
Se non ci saranno altri imprevisti, il processo al maestro Lino, con o senza di lui, entrerà nel vivo il prossimo 21 settembre.
Silvana Cortignani
Pasquale Gaeta in tribunale lo scorso 12 gennaio
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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