Acquapendente – Patrigno spara una fucilata alle gambe del figliastro che lo minaccia, l’accusa chiede una condanna a 9 mesi di reclusione.
Per l’esattezza: nove mesi di reclusione per il compagno della madre, arrestato nell’immediatezza per tentato omicidio e poi finito a processo per lesioni gravi; e 400 euro di multa per la vittima, ovvero il figliastro, imputato di stalking alla coppia.
Si tratta del 29enne con problemi psichici che lo scorso 14 ottobre – al termine di una delle udienze del processo – ha aggredito all’uscita del tribunale il difensore del patrigno, Vincenzo Dionisi, e lo psicoterapeuta Fabio Tofi, consulente di parte del legale, che aveva appena terminato di testimoniare al processo. Episodio per il quale il giovane sarà processato il prossimo mese di dicembre.
Era il 6 luglio 2017, quando il 29enne fu raggiunto da una fucilata sparata dal patrigno, il quale ha sempre detto di avere agito per legittima difesa, in quanto il giovane aveva aggredito sia lui che la madre.
Sei anni fa il ragazzo è stato dichiarato incapace di intendere e di volere e socialmente pericoloso.
Il patrigno è accusato di lesioni gravi. Parte offesa e anche lui imputato il figliastro, assistito dall’avvocato Laura Filippucci, accusato di avere continuato a perseguitare la madre e il compagno fino al successivo mese di settembre, proferendo, per mezzo del telefono e dei social network, minacce di morte nei confronti di entrambi i componenti della coppia.
Sarebbe stato il ragazzo, con problemi psichiatrici, secondo la tesi sostenuta da Dionisi, ad aggredire la madre e il patrigno, puntando un coltello alla gola del patrigno e poi mandando in frantumi a bastonate il lunotto posteriore della Punto dell’uomo parcheggiata nel piazzale del casolare isolato, a 6-7 chilometri dal centro abitato di Acquapendente, all’ora di pranzo del 6 luglio 2017.
Nel corso della discussione il difensore Dionisi, oltre a produrre i certificati medici relativi ai problemi di cuore del suo assistito, ha anche mostrato in aula, davanti al giudice Roberto Cappelli, una foto pubblicata sul suo profilo Facebook del figliastro in cui si vedono i carabinieri alle prese con dei controlli stradali e il commento “lavorano come le loro madri, a bordo dei marciapiedi”.
Il patrigno avrebbe mirato alle gambe per bloccarlo, mentre faceva per rientrare in casa armato di un bastone, raggiungendolo alle gambe con una fucilata da una finestra al primo piano del casale. Il 28enne, portato a Belcolle in ambulanza è rimasto ricoverato due settimane in ospedale e un mese presso una clinica, costretto in carrozzina e poi con le stampelle. Avrebbe ancora un pallino vicino alla femorale.
Silvana Cortignani
Patrigno spara fucilata al figliastro
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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