(s.m.) - Minacce di morte. Schiaffi. Pugni. Un inferno domestico che si scatenava con un bicchiere di troppo. A raccontarlo è la giovane moglie del 32enne a processo per lesioni aggravate, maltrattamenti in famiglia e violazione di domicilio.
Era stata portata in Italia a 22 anni con la promessa di un lavoro. Ma una volta arrivata è stata costretta a prostituirsi, minacciata, sequestrata e sodomizzata. Ora il pm chiede una rogatoria internazionale per raccogliere la sua testimonianza.
Ha una brutta cicatrice in rilievo sul viso, ma non è stato sfigurato. A queste conclusioni è arrivato il medico Alfredo Borghetti, perito del tribunale nel processo per lesioni aggravate a un 20enne.
(s.m.) - La maxi operazione da 40 arresti si scinde in tre processi. Uno per i reati più gravi (usura, estorsione, violenza sessuale, prostituzione). Uno per la droga. E un terzo, il più breve, per la decina di imputati intenzionati a patteggiare.
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Sono spariti di punto in bianco lasciandosi dietro una caterva di debiti. La procura li accusa di associazione a delinquere e truffa.
E' stato fermato con pochi grammi di fumo. Ma la legge italiana non distingue tra droghe leggere e droghe pesanti. Le sanzioni per chi detiene un chilo di marijuana o un chilo di cocaina sono identiche.
Sul processo per lo stupro di Montalto, il ministro della Giustizia Paola Severino vuole vederci più chiaro. Per questo il guardasigilli è intenzionata a chiedere gli atti.
(s.m.) - Potevano scappare e non l'hanno fatto. C'è scritto anche questo nelle motivazioni del tribunale del Riesame sul presunto stupro di due minorenni. I giudici hanno respinto la richiesta della procura di arrestare i cinque ventenni. E in sei stringate paginette, spiegano perché.
Imprenditore a giudizio per presunti scarichi di acque reflue non autorizzati nelle fogne di Carbognano. Ma lui si difende: dice che il depuratore era spento e che, per smaltire i reflui, pagava una ditta.
Iniziato il processo all'immobiliarista di Capodimonte, già condannato per l'omicidio della sua ex Daniela Nicoleta Hatmanu. Stavolta è accusato di tentata estorsione e calunnia.
(s.m.) - "Non sono una ladra, volevo solo i miei soldi". La signora J. K. N. si difende con fervore. Il suo ex compagno la accusa di tentata estorsione per una vecchia questione di soldi. 600 euro, per la precisione, che la donna avrebbe cercato di portargli via minacciandolo. Ma lei nega.
Si era inventato di essere stato pestato da malviventi ignoti che gli erano piombati in casa. In realtà l'aggressore era lui: G.V., 38enne, si sarebbe accanito sulla moglie picchiandola, graffiandola e minacciandola con un coltello.
La sentenza è arrivata ieri mattina. Di quella violenza sessuale perpetrata sul divano, mentre la ragazza dormiva, il gup Francesco Rigato ha riconosciuto colpevole B.G., 28enne romano.
Sono finiti a giudizio per tentata estorsione, appropriazione indebita e furto. Ma per il tribunale di Viterbo sono innocenti. E così la vicenda giudiziaria di due cittadini marocchini si è conclusa ieri mattina con l'assoluzione.
Non ha pagato gli alimenti al figlio per sei mesi. Il tribunale di Viterbo lo ha condannato a due mesi di reclusione, cento euro di multa e una provvisionale da 3mila e 500 euro all'ex moglie.
Quasi 90mila euro distratti dalle casse dell'azienda di famiglia. Di questo è accusato un imprenditore di Caprarola a processo per appropriazione indebita. La sorella lo ha denunciato tre anni fa.
Era accusato di aver cacciato nell'area protetta del Parco Marturanum. Ma il giudice lo ha assolto: oltre all'insegna all'ingresso, infatti, non c'erano altre indicazioni che delimitassero la superficie del parco.
Continua il processo al maresciallo dei carabinieri a giudizio per abuso d'ufficio e violazione delle norme sull'immigrazione. Ascoltato un collega e un finanziere.
Barista accusato di aver picchiato un cliente con una mazza da biliardo. Un testimone spiega il presunto motivo del pestaggio: "Gli ha negato un drink perché era ubriaco e lui gli ha distrutto il bar".
A giudizio un giovane accusato di aver rincorso un paziente del Sert con un coltello da cucina. A luglio la sentenza.
C. B., 51enne di Orte, tornerà davanti ai giudici il 2 luglio. Per quella data dovranno essere ascoltati i testimoni già sentiti alle scorse udienze. Compresa la madre della piccola, che quest'anno compirà undici anni.
"La verità viene sempre a galla". Non trova altre parole la donna assolta dall'accusa di aver tentato di uccidere il figlio di cinque anni. Per lei, V.U.A., 50enne nigeriana, finisce un calvario durato tre anni.
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Il gip del tribunale di Roma Rosalba Liso ha accolto l'istanza degli avvocati Carlo Taormina ed Enrico Pavia, che difendono l'ex capogruppo regionale Pdl dall'accusa di peculato.
Assolta perché il fatto non sussiste. Si è concluso così il processo a una cinquantenne nigeriana accusata del tentato omicidio del suo bimbo di cinque anni.
(s.m.) - L'ex assessore regionale all'Agricoltura è stata convocata questa mattina in procura dal pm Massimiliano Siddi. E' lui a condurre l'inchiesta per tentata estorsione e corruzione che vede coinvolta anche la Birindelli.
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