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Civitella d'Agliano - Corruzione - Processo Miniera d'oro - Forestale - La sentenza nel pomeriggio, le difese faranno appello

Cave abusive, 2 anni e 4 mesi a Mancini e Chiavarino

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Una delle cave a Civitella D'Agliano, in località Ontaneto

Una delle cave a Civitella D’Agliano, in località Ontaneto

Roberto Mancini, sindaco di Civitella d'Agliano

Roberto Mancini, sindaco di Civitella d’Agliano

L'imprenditore Domenico Chiavarino

L’imprenditore Domenico Chiavarino

Civitella d’Agliano – (s.m.) – Due anni e quattro mesi. E’ più severa delle richieste dell’accusa la condanna per l’ex sindaco Roberto Mancini e l’imprenditore Domenico Chiavarino.

La sentenza è arrivata alle 17,20, dopo mezz’ora scarsa di camera di consiglio.

A leggerla è il presidente del tribunale di Viterbo Maurizio Pacioni. Due anni e quattro mesi a entrambi gli imputati per corruzione, in relazione alle cave abusive fatte passare per bonifiche agrarie tra il 2006 e il 2008 nei terreni di Civitella d’Agliano. 

I pm Fabrizio Tucci e Stefano D’Arma avevano chiesto due anni. Il collegio (Pacioni presidente, a latere Eugenio Turco e Filippo Nisi) ha aggiunto quattro mesi e l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. Accolta anche l’altra richiesta dell’accusa, di confiscare una somma pari a 22mila euro, importo della presunta tangente versata da Chiavarino a Mancini.

Il processo si trascina da quattro anni, per fatti ancora più vecchi. Dal 2006 la forestale registra una costante attività di scavo in località Ontaneto. A fine anno i terreni foracchiati aumentano. La superficie interessata si estende, di pari passo con le profondità: cinque metri almeno, fino a lambire le falde acquifere. A eseguire i lavori è la ditta di Domenico Chiavarino, imprenditore di Celleno. Sulla carta, gli scavi sono bonifiche agrarie, apparentemente a vantaggio dei proprietari terrieri. Ma i lavori funzionano al contrario: è la ditta esecutrice di Domenico Chiavarino a pagare i proprietari dei terreni, destinatari della bonifica, che per l’accusa non è bonifica ma cava. Cava abusiva: l’imprenditore scava per ricavare breccia e altri materiali da rivendere o riutilizzare. Per esempio per realizzare il piazzale dell’area di servizio Tevere Ovest.

I contratti tra Chiavarino e i proprietari terrieri si fanno nell’ufficio dell’ormai ex sindaco di Civitella d’Agliano Roberto Mancini. Al primo cittadino, l’imprenditore versa 22mila 340 euro. Per le difese, come parcella professionale di Mancini per il suo lavoro di geometra. Per l’accusa, come tangente per comprare il suo silenzio e il suo aiuto sui terreni crivellati in località Ontaneto. La prova che il sindaco collabora è il verbale della forestale del 2006: una sanzione compresa tra i 35mila e i 350mila euro a Chiavarino e a un proprietario terriero per gli scavi martellanti e irregolari. Ma il comune di Civitella archivia tutto con una nota dell’ufficio tecnico.

L’arresto per sindaco e imprenditore scatta nel 2009, a coronamento dell’indagine “Miniera d’oro” del Nipaf della forestale.

Cave e non bonifiche, è il mantra dell’accusa ripetuto per quattro anni in aula. La difesa di Mancini ha puntato all’alleggerimento dell’accusa di corruzione. Mentre per l’avvocato di Chiavarino, Franco Moretti, è già difficile tentare un’interpretazione qualunque della normativa sulle cave abusive: “Neppure il legislatore l’ha mai chiarita”. 

Ma ormai il dato è tratto, almeno in primo grado. Il collegio dei giudici ha preso un mese di tempo per le motivazioni. Gli imputati non commentano, ma l’appello è certo.


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30 maggio, 2014

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