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Viterbo - Inchiesta Inps - Le parole di un dipendente Inps nelle intercettazioni della Finanza

“Favori alla gente che conta…”

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Viterbo - La sede dell'Inps

Viterbo – La sede dell’Inps

La finanza in azione

La finanza in azione 

Viterbo – “Facciamo favori alla gente che conta”.

Si parla in questi termini nelle intercettazioni dell’inchiesta Inps sui riscatti di laurea e le pratiche pensionistiche a prezzi stracciati.

19 indagati, tra cui 4 dipendenti ex Inpdap oggi impiegati Inps (Massimo Mecarini, Giuseppina La Sala, Rita Tinnirello e Mauro Patrignani).

La frase incriminata sarebbe proprio di uno dei dipendenti e per gli inquirenti è sibillina; le indagini della finanza svelano un sistema clientelare, il “sistema Inps”: un favore non si nega, soprattutto se a recarsi in ufficio per una pratica era un politico o un medico o un professore. “La gente che conta”, appunto. 

Da un lato i dipendenti. Dall’altro i richiedenti. E da ambo le parti, nomi noti: il presidente del Sodalizio dei facchini di santa Rosa Massimo Mecarini, l’ex consigliere regionale Giuseppe Parroncini, l’ex sindaco di Ronciglione Massimo Sangiorgi, i medici Bruno Mario Mongiardo, Stefano Ruspantini, Tiziana Giorgi e altri.

Favori che all’Inps sarebbero costati 560mila euro, secondo le verifiche congiunte di finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Viterbo e l’ufficio ispettivo dell’Inps di Roma.

Da Roma, del resto, è partita la prima segnalazione motore dell’indagine, dopo il procedimento disciplinare aperto sui due dipendenti infedeli Mauro Patrignani e Giuseppina La Sala: il primo sospeso per sei mesi, la seconda punita con una sanzione pecuniaria. Era solo la prima delle venti pratiche sospette rilevate dai finanzieri su un controllo complessivo di settanta pratiche. 

Non è escluso che l’ufficio ispettivo Inps della capitale non esegua ulteriori controlli sulle pratiche viterbesi, ma setacciarle tutte, una a una, appare a dir poco impossibile vista la mole di richieste rimaste in giacenza per anni nell’ufficio viterbese.

L’inchiesta del pm Paola Conti per truffa e falso è chiusa. Al momento non sono state ancora formalizzate richieste di interrogatorio: gli indagati hanno venti giorni dalla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini.


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16 ottobre, 2015

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