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Ronciglione - Nell'area a ridosso del lago di Vico non ci sono solo carotaggi abbandonati, edifici distrutti, gente che va e viene, un barile che butta roba nera e tubature che perdono ancora del liquido - FOTO

Chemical city, centinaia di documenti militari bruciati e altri buttati in giro per tutta l’area

di Daniele Camilli

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Ronciglione – Chemical city. Terza puntata. Altre foto. Nuove testimonianze che evidenziano lo stato in cui, dopo la cosiddetta bonifica terminata nel 2015, è stato lasciato il magazzino nucleare, batteriologico e chimico a pochi passi dal lago di Vico. Comune di Ronciglione. Una zona militare attiva fino agli anni novanta. Quando il ministero della difesa decise di smantellarla.

Sul terreno non ci sono soltanto carotaggi abbandonati, macerie, edifici distrutti, gente che va e viene, un barile che butta fuori roba nera e tubature che perdono ancora del liquido. Nell’area della Chemical city, sparpagliati qua e là, ci sono anche documenti militari che, a occhio e croce, vanno dagli anni ’50 all’inizio del ventunesimo secolo. Centinaia di documenti. Ovunque. Persino nei canali di scolo degli edifici dove una volta stavano le sostanze chimiche. Alcuni sono stati bruciati. Ci sarebbero anche i focolai dove tutto questo sembrerebbe essere avvenuto.Una vicenda incredibile, che probabilmente non ha riscontri nella storia dell’esercito italiano. Tantomeno in quella della Repubblica.


Ronciglione - I documenti bruciati della Chemical city

Ronciglione – I documenti bruciati della Chemical city


La Chemical city è un bunker realizzato negli anni trenta per la produzione di armi chimiche. Scoperto dall’intelligence inglese nel 1940. Dentro c’erano iprite, arsenico, fosgene, admsite. Il magazzino materiali di difesa Nbc smise di produrre veleni con la fine della seconda guerra mondiale, ma rimase nell’ombra per decenni, conservando i barili con le sostanze tossiche. Ci fu anche un’interrogazione parlamentare. Nel 1985. Del Partito comunista. A firma del deputato Famiano Crucianelli, rivolta all’allora ministro della difesa Giovanni Spadolini, in cui si chiedeva cosa stesse succedendo all’interno dell’area. Il ministro rispose che “in detto magazzino non vengono prodotti, né detenuti, né sperimentati aggressivi di qualsiasi natura”.


Ronciglione - La Chemical city del lago di Vico

Ronciglione – La Chemical city del lago di Vico


Vedendo le foto dei documenti buttati in giro, come se si trattasse di carta straccia, due sono le anomalie su cui riflettere.


Ronciglione - I documenti abbandonati della Chemical city

Ronciglione – I documenti abbandonati della Chemical city


La prima. Si tratta appunto di documenti militari che, probabilmente, raccontano la storia della Chemical. Quello che è successo al suo interno. Quando non se ne sapeva nulla. Documenti lasciati lì. A disposizione di tutti. 


Ronciglione - I documenti bruciati della Chemical city

Ronciglione – I documenti bruciati della Chemical city


La seconda. Diversi documenti sono stati bruciati. Dalle foto emergono infatti veri e propri focolai. All’interno dello stesso edificio dove ci sono le tubature che perdono liquido nero.


Ronciglione - I documenti abbandonati della Chemical city

Ronciglione – I documenti abbandonati della Chemical city


Alcune domande. Perché questi documenti sono stati bruciati e altri buttati in giro per quasi tutta la zona militare? Perché bruciarli? Non sarebbero dovuti invece essere acquisiti dal ministero della difesa oppure dall’archivio di Stato? Chi ha deciso di bruciarli? Chi li ha bruciati? Chi li ha lasciati in giro e a portata di mano?


Ronciglione - I documenti abbandonati della Chemical city

Ronciglione – I documenti abbandonati della Chemical city


La Chemical city venne alla luce nel 1996, durante la prima operazione di bonifica condotta nel più assoluto segreto. Quell’anno un ciclista venne investito da una nube tossica fuoriuscita dal centro chimico, svelando a tutta la popolazione, fino ad allora ignara, la dimensione del problema. Il ciclista colpito dalla nube tossica s’è salvato. E’ stato tuttavia l’ultima vittima delle armi chimiche in Europa. La bonifica è terminata pochi anni fa, nel luglio del 2015.

Nel frattempo il senatore Francesco Battistoni, oltre all’interrogazione parlamentare fatta immediatamente dopo la pubblicazione del primo articolo dell’inchiesta portata avanti da Tusciaweb, ha scritto al ministro dell’ambiente Sergio Costa chiedendogli di “attivare un sopralluogo, attraverso il nucleo operativo ecologico dei carabinieri, il Noe, al fine di verificare esattamente lo stato dei suddetti luoghi”.


Ronciglione - I documenti abbandonati della Chemical city

Ronciglione – I documenti abbandonati della Chemical city


Nella seconda metà degli anni ’90, nel corso della prima bonifica della zona militare del lago di Vico, “vennero trovate – scrive Gianluca Di Feo nel libro Veleni di Stato – almeno 150 tonnellate di iprite del tipo più micidiale, mescolata con arsenico. In più c’erano oltre mille tonnellate di admsite, un gas potentissimo ma non letale usato contro le dimostrazioni di piazza. E oltre 40 mila proiettili di tutti i calibri”. Dal terreno sono poi sbucate 60 cisterne di fosgene assassino, ciascuna lunga quattro metri; tutte in pessime condizioni, con evidenti lesioni e tracce di ruggine”.

Daniele Camilli


L’inchiesta di Tusciaweb

Fotogallery: Documenti militari bruciati e altri abbandonati – La condizione degli edifici della Chemical cityLe tubature che perdono liquido neroI carotaggi abbandonatiLe scritte sui muriLa zona sterrata

Articoli: “Chemical city, subito un sopralluogo del nucleo operativo ecologico dei carabinieri” – Chemical city, tubature da cui esce liquido nero e carotaggi lasciati sul terreno – “Chemical city, la bonifica è stata completa ed efficace?” – Chemical city: edifici fatiscenti, immondizia, recinzione colabrodo e… un barile da cui esce roba nera


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21 febbraio, 2020

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